Nuova Stazione e piastra con le torri: Marghera dice no

Il consiglio vota un documento di prescrizioni al sindaco «Polemiche per l’uso del Piano casa, ok al collegamento»

MARGHERA. Accordo di programma sulla stazione di Mestre, il consiglio di Municipalità di Marghera punta i piedi e avvisa il sindaco. Niente deleghe in bianco ma una raffica di prescrizioni votate dalla maggioranza di centrosinistra con l’appoggio dei cinque stelle. Astenuti lista Brugnaro e Lega Nord.

«Il consiglio di Municipalità di Marghera non intende conferire un mandato in bianco all’amministrazione comunale nella trattativa per l’accordo di programma sulla riqualificazione dell’area della stazione ferroviaria. Tanto più a un’amministrazione che, dal suo insediamento, ha sempre dimostrato di non tenere molto in considerazione le istanze delle Municipalità e la partecipazione più ampia della cittadinanza», spiega il presidente Gianfranco Bettin.


La Municipalità parte dal rilevare la cresciuta intensiva di insediamenti ricettivi che rendono l’area sempre più congestionata, e la necessità di nuovi spazi urbani, e pone i propri paletti alla piastra tra i due versanti della stazione e il suo collegamento con l’intervento tra via Ulloa e il quartiere Cita, che attende come contropartita anche un grande parco.

Il mandato al sindaco Brugnaro che arriva da Marghera, quindi, è di «definire il beneficio pubblico derivante dall’aumento della superficie dell’edificio Ex Poste» e sia espressamente specificato l’impossibilità «di ricorrere al piano casa».

Marghera chiede studi preventivi sull’invarianza idraulica e di vincolare i proventi «definiti con il beneficio pubblico, con le monetizzazioni e gli oneri di costruzione alla realizzazione della piastra sopraelevata di collegamento tra Mestre e Marghera» che va realizzata contestualmente alle torri albergo da 100 metri dell’ex Poste e di Sistemi Urbani.

«La piastra sopraelevata dovrà avere caratteristiche di alta qualità urbana ed architettonica, prevedendo l'inserimento di funzioni urbane e di piazza pubblica», dice il consiglio che non vuole «un semplice collegamento pedonale sopraelevato». E per garantire l’attuazione dell’Accordo di programma tutti i soggetti proprietari vanno coinvolti, compres i privati come la Cediv Spa, gruppo Salini, che in via Ulloa deve realizzare una ampia lottizzazione con due torri albergo, aree direzionali, commerciali e residenziali.

Area da collegare alla piastra con il parco previsto da anni (estensione di almeno il 50% dei 30 mila metri quadri dell’intervento) e con l’inserimento, sul lato sud della stazione di «importanti funzioni urbane connesse alla stazione ferroviaria, quali quelle di interscambio tra i diversi sistemi di mobilità su ferro e su gomma, che dovranno essere connessi direttamente al sistema della tangenziale, senza coinvolgere, in alcun modo, la viabilità urbana di Marghera». —


 

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