Consorzio Venezia Nuova sempre più lavori «esterni»

Preoccupata lettera delle Rsu dell’azienda e ai due commissari Ossola e Fiengo. «Ricadute sull’occupazione e non si parla più del ruolo sulle manutenzioni» 

VENEZIA. Lavorazioni legate al Mose sempre più “appaltate” all’esterno e concrete preoccupazioni che il Consorzio Venezia Nuova, una volta conclusa l’opera e iniziata la fase della manutenzione, venga di fatto smantellato con tutti i suoi dipendenti.

È quanto teme la Rappresentanza sindacale unitaria dell’azienda, che a questo proposito ha scritto in questi giorni una lettera ai due commissari del Consorzio Giuseppe Fiengo e Francesco Ossola, e al provveditore interregionale alle opere pubbliche Roberto Linetti, per esternare le proprie preoccupazioni, per nulla rassicurati dagli incontri con la Direzione e i consulenti del Consorzio nei gioni precedenti.

La Rsu conferma «la denunciata progressiva esternalizzazione di compiti e servizi, accompagnata dalla situazione paradossale per cui i lavoratori del Consorzio Venezia Nuova devono trasmettere ai consulenti dati e conoscenze in loro possesso affinché l’espletamento delle attività di consulenza sia reso possibile».

E precisa ancora. «In particolare, preoccupati per le prevedibili ricadute occupazionali a medio termine evidenziamo e riteniamo non sia accettabile che i lavoratori del Consorzio Venezia Nuova debbano occuparsi solo dei lavori di completamento, ovvero del coordinamento delle attività di progettazione ed esecuzione dei lavori assegnate alle cosiddette “piccole imprese”.

E che il Consorzio Venezia nuova intenda rinunciare alla sua centralità e al suo ruolo trainante già dall’attuale fase di completamento e di avviamento triennale delle opere mobili come testimonia la soppressione dell’Ufficio Avviamento alle opere mobili, col conseguente distacco dei lavoratori qualificati, impiantisti, che erano stati recentemente assunti in virtù delle loro peculiari professionalità e che ora andranno a svolgere i medesimi compiti in altra società».

Si tratta in particolare della Comar, una delle società - come Thetis - controllate dal Consorzio Venezia Nuova, con sede all’Arsenale. L’impressione di sindacati e dipendenti del Consorzio, insomma, è che si vada verso una progressiva e silenziosa smobilitazione della società, in vista della fine dei lavori e del passaggio alla manutenzione, che non si sa ancora a quale soggetto sarà affidata e come sarà finanziata.

«Continua a rimanerci oscura», conclude infatti la lettera delle Rsu a Fiengo e Ossola, «la strategia che gli amministratori straordinari intendono perseguire. Tuttavia, una prima lettura dell’organigramma conferma l’attribuzione di posizioni di responsabilità e funzioni gerarchiche a consulenti esterni, nonché una commistione tra le diverse realtà aziendali operanti in Arsenale.

Al riguardo, la Rsu ritiene deprecabile che l’organigramma non le sia stato “anticipato per opportuna informativa”, contrariamente a quanto riportato falsamente nel relativi ordine di servizio, e il perdurare dell’assenza di informazione in merito alle determinazioni dell’Azienda che riguardano i lavoratori (assunzioni, cambi di livello, distacchi). Una situazione di crescente incertezza in un momento particolarmente delicato nella vita tormentata del Mose. —


 

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