Le storie scritte in cella diventeranno un libro

VENEZIA. Con il volume “Mai più qui – La forza di ricominciare” il Progetto Aziz entra nel Festival nazionale dello sviluppo sostenibile (Agenda 2030, Onu). Il carcere e la scuola, il racconto e il disegno, il riscatto e la speranza. Più mondi si incrociano e promuovono una società pacifica e inclusiva per uno sviluppo sostenibile. Protagonisti sono Aziz (originario del Marocco, detenuto in laguna, ora è stato trasferito nel carcere di Trento), studenti dell’Accademia di Belle Arti e docenti e designer di Tunisi. Aziz che non conosceva una parola di italiano ha studiato e ottenuto un diploma di terza media; la scorsa estate ha cominciato a scrivere la sua vita, brevi racconti della sua infanzia, l’io perduto, le giornate in carcere. Compito degli studenti: tradurre in immagini con differenti tecniche artistiche i suoi testi. Il volume (1.000 copie) sarà stampato con i fondi accantonati dal detenuto, frutto del suo lavoro in carcere. Due saranno gli eventi legati al Progetto: si svolgeranno a Venezia il 23 maggio e nel carcere di Trento il 6 giugno. «Abbiamo appena ricevuto la comunicazione ufficiale e siamo ancora increduli», spiega Nadia De Lazzari, presidente dell’associazione di volontariato Venezia: Pesce di Pace che ha promosso l’iniziativa. «È un progetto encomiabile», conclude la direttrice del carcere di Trento Francesca Gioieni. Il Progetto è sostenuto dal Patriarca Francesco Moraglia, dall’Arcivescovo di Trento Luaro Tisi, dal Rabbino Capo Shalom Bahbout, dal Presidente della Comunità religiosa islamica Imam Yahya Pallavicini. —

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