Il ticket per le auto si pagherà dal 2020. L’opposizione «Delega in bianco»

Ieri in commissione il provvedimento che mira a far pagare le auto che arrivano a piazzale Roma. Telecamere ai Pili

VENEZIA. Anche per arrivare in auto a Venezia si dovrà pagare un ticket. Ma ancora non si sa quanto e chi lo dovrà pagare. Una norma che in ogni caso non andrà in vigore prima del 2020. È la base della delibera sulla «Zona a Traffico limitato per veicoli a motore Ztl-Vam» nel centro storico, approvata dalla giunta e ieri esaminata dalla commissione consiliare.

Un provvedimento che si affianca a quello sul regolamento attuativo della legge sul «Contributo di accesso a Venezia e isole minori», approvato dalla Finanziaria il 30 gennaio scorso. Testo proposto dall’assessore alla Mobilità Renato Boraso e dal suo collega al Bilancio Michele Zuin, composto di soli tre articoli. «Una delega in bianco, così non va bene», l’accusa delle opposizioni.

«I criteri e gli indirizzi li deve dare il Consiglio comunale. E non c’è traccia di tutto questo». La delibera conferma la « Zona a Traffico limitato» (Ztl) per Venezia centro storico, e introduce il «pagamento di una somma per gli accessi».

Al comma 2 informa che «con distinto provvedimento della giunta si provvederà ad approvare le tariffe, tenuto conto anche del Contributo di accesso. Nonché ad approvare le deroghe, le riduzioni e le esenzioni dal pagamento per determinate categorie di veicoli, anche in relazione allo status degli utilizzatori».

Infine si decide di realizzare un sistema telematico di pagamento delle tariffe e di controllo elettronico degli accessi». «Si fa per non creare squilibri nell’applicazione del contributo», ha detto Boraso, «in questa situazione per non pagare la tassa di sbarco potrebbero tutti venire in auto».

Allo stesso tempo, l’assessore ha richiamato la necessità di ridurre l’inquinamento e di dar seguito alle delibere di dieci anni fa, con cui la giunta Cacciari introduceva la Ztl. «Ma dovremo aspettare il via libera del ministero delle Infrastrutture», ha poi frenato, «per cui la Ztl non andrà in vigore prima del prossimo anno».

«Delega in bianco, e il Consiglio non ne sa nulla», ha ribadito Emanuele Rosteghin (Pd). «Si usa la Ztl per un obiettivo che con la Ztl non c’entra. Si fa riferimento a un Piano del Traffico che non esiste più. E tutto questo non è legato a una politica della mobilità, come la bigliettazione unica bus treno o altro».

«Non c’è chiarezza», ha continuato, «sulle categorie che saranno esentate. Nella delibera del 2008 richiamata dall’assessore, si parla solo dei residenti e di coloro che sono diretti al carico scarico». «Provvedimento contraddittorio», attacca Monica Sambo, «e non si capisce perché il Consiglio non debba discutere dei criteri applicativi».

Zuin ha ribadito che l’introduzione della Ztl servirà per «parificare» quelli che arrivano a Venezia in macchina con quelli che useranno il treno, il bus o le barche.

Il controllo scatterà all’altezza dei Pili. Un sistema di telecamere – in attesa di omologazione – riprenderà le auto in transito. Gli esenti non dovranno pagare, gli altri sì. Un contributo applicato all’auto, non ai passeggeri. Non ancora definito.

«Chi lascia l’auto fuori pagherà il bus con la tassa. Dunque alla fine ci sarà un prelievo equivalente». La delibera sulla Ztl andrà in Consiglio comunale entro febbraio. Ma poi si dovrà attendere il via libera del governo. —


 

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