Variante Sant’Erasmo chioschi commerciali e un’area riservata per i prodotti locali

La presentazione davanti a cento residenti Prevista la possibilità di ampliare le case 

IL PROGETTO

Tre chioschi commerciali in corrispondenza della Chiesa, di Torre Massimiliana e di Punta Vela. Un’area pubblica per valorizzare e far conoscere i prodotti locali. E in più, norme a favore della residenzialità, dell’artigianato e dell’agricoltura. È la “variante Sant’Erasmo”, presentata ieri dal sindaco Luigi Brugnaro insieme all’assessore all’urbanistica Massimiliano De Martin e ai consiglieri Giovanni Giusto e Alessandro Scarpa. Un modello di semplificazione burocratica, in sostanza, esportabile – secondo la giunta – anche nelle isole di Pellestrina, Burano e Torcello. E infatti il sindaco parla di «inversione di tendenza», il suo è un obiettivo pratico e a lungo termine: «Abbiamo rimosso tante norme e normette che toglievano la possibilità all'isola di svilupparsi», dice. E si rivolge ai tanti residenti, circa un centinaio, accorsi nella sala della parrocchia per ascoltare le novità della variante al piano degli interventi. «Qui tante attività», continua il sindaco, «si sono rivelate impossibili perché mancavano i permessi. La burocrazia ha dato sempre la colpa all’ambiente o alla paesaggistica». Le novità riguardano le modalità di intervento sugli edifici codificati dal Piano degli Interventi, su quelli a uso residenziale situati in area impropria (tredici in tutto, rischiavano la demolizione) e sugli ambiti di tutela del paesaggio. Viene poi modificata la norma per la zona di ristrutturazione urbanistica, quelle che riguardano l'installazione di capanni per il ricovero di attrezzi agricoli e quelle che incentivano la multifunzionalità in agricoltura. L’iter della variante inizierà lunedì con la riunione della commissione consiliare competente. Brugnaro tira dritto e promette che nell’arco di un mese il Consiglio comunale, a botte di maggioranza, darà il via libera definitivo. A quel punto spetterà ai cittadini presentare progetti di lavoro e riammodernamento agli uffici comunali. Questi, sentita la Soprintendenza, potranno dare il nulla osta. «Vogliamo pianificare ascoltando il territorio», sottolinea l’assessore De Martin. Si rivolge anche lui ai residenti: «Avete dimostrato attraverso i precedenti incontri di avere voglia di vivere qui. Per questo abbiamo previsto norme che permetteranno di ampliare le vostre abitazioni e di sviluppare le attività in modo più fluido». Cita anche numeri: dei 680 progetti catalogati nel piano degli interventi, oltre il 10% proviene da Burano e le altre isole della laguna. Una netta maggioranza rispetto ai progetti per il centro storico, sintomo che nelle isole c’è voglia di ingegnarsi e di restarci a vivere. Tra una frecciata alla politica inconcludente e un accenno all’inerzia del ministro Toninelli sul tema Grandi Navi, Brugnaro conclude con un affondo alla burocrazia che «sta uccidendo questo paese»: «Avevano identificato 90 edifici come “di pregio monumentale e di interesse storico testimoniale”, per cui non si potevano allargare o manutentare. Ora noi non togliamo questa norma, ma la ampliamo dando la possibilità di ingrandire un'abitazione in adiacenza o in corpo separato, sempre naturalmente salvaguardando il paesaggio. Ciò vuol dire che i genitori potranno costruire la casa per i loro figli».


Eugenio Pendolini

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