Tra i nomi veneziani il paperone è Giol

Soldi

Pubblicato il bollettino dei guadagni di 140 italiani, nove con incarichi a Venezia Il più ricco è il presidente del Conservatorio, il più povero Comacchio di Arteven

VENEZIA. Il più ricco tra i veneziani è Giovanni Giol, presidente del Conservatorio Benedetto Marcello, ma il reddito annuale di 817 mila euro non riguarda la carica che ricopre, interamente gratuita, quanto l’attività nel business immobiliare e finanziario.



Il suo nome, insieme a quello di altri veneziani, è apparso nel bollettino pubblicato dalla Prefettura con i redditi 2018, anno di imposta 2017, di 140 italiani (art. 12, Legge 5 Luglio 1982, n. 441).

Insieme a Giol ci sono il presidente della Biennale Paolo Baratta (100.629 euro) e il direttore generale Andrea Del Mercato (160.378 euro), il segretario della Camera di Commercio Roberto Crosta (154.651 euro), il presidente Leandro Comacchio (il più “povero” con 16.046 mila)e il direttore Pierluca Donin (108.486 euro)di Arteven (associazione regionale per la promozione e la diffusione del teatro e della cultura nelle comunità venete), il sovrintendente Fortunato Ortombina (161.795 euro) e il direttore generale Andrea Erri (128.636 euro) del Teatro La Fenice e il liquidatore giudiziale dell’ex azienda di promozione turistica (Apt) Paolo Marchiori (64.384), attualmente revisore legale per Diaman Tech. Tra i veneti anche l’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto con 108.000 euro come presidente di Agenas (Agenzia per i servizi regionali sanitari).



I nomi sono delle persone la cui nomina sia stata demandata al presidente del Consiglio dei ministri, al Consiglio dei ministri o a singoli ministri; di chi riveste una carica in una società al cui capitale concorrano lo Stato o enti pubblici per un importo superiore al 20%; di chi riveste una carica in enti o istituti privati al cui funzionamento concorrano lo Stato o enti pubblici in misura superiore al 50% dell'ammontare complessivo delle spese di gestione esposte in bilancio e a condizione che queste superino la somma annua di cinquecento milioni di vecchie lire, dei direttori generale di aziende autonome dello Stato e dei direttori generali delle aziende speciali (regio decreto 15 ottobre 1925, n. 2578), dei comuni capoluogo di provincia o con popolazione superiore ai centomila abitanti. Per ogni persona è stato inoltre indicato se il reddito è rimasto invariato o se ci sono stati dei cambiamenti nei beni mobili (acquisti) o negli immobili (terreni o fabbricati).

Per i veneziani: il reddito di Baratta e del dg Del Mercato è rimasto invariato, così come invariati sono rimasti i redditi di Coletto, Comacchio, Ortombina e Giol, mentre sono cambiati per gli altri, chi più e chi meno.

Per esempio, si sa che Crosta ha venduto una Fiat Punto CV 16 e acquistato una Volkswagen Golf tgi 1,9 cv 16, immatricolata nel 2017. Per quanto riguarda i beni immobili, il direttore di Arteven Donin risulta aver guadagnato di meno dal fabbricato di proprietà di Chioggia. In aumento del reddito del direttore generale Andrea Erri, grazie alla nuova funzione di liquidatore della società Valli Treportine srl e dell’acquisto di una Mazda 5 cv 17, immatricolata nel 2012. Anche Marchiori, ex liquidatore di Apt, risulta avere un reddito in crescita con il nuovo incarico per Diaman Tech.

I redditi non sono sempre equivalenti agli stipendi delle cariche svolte. —


 

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