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Fondali scandagliati con il sonar in Canal Grande 600 pneumatici

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Il prototipo che il Cnr sta realizzando potrebbe funzionare anche con i vaporetti. «Una ricerca che abbiamo effettuato con il sonar che rileva che cosa c’è nei fondali» spiega la ricercatrice Fantina Madricardo «Ha portato a definire che c’erano quei cerchi che vedevamo nelle mappe nel Canal Grande. Sono 600 copertoni che giacciono abbandonati e che nessuno ha mai raccolto». Questo significa che circa ogni sei metri c’è un copertone, dato che il Canal Grande è lungo circa 3,8 chilometri. Il dato fa pensare, soprattutto perché i copertoni sono proibiti proprio per l’inquinamento.

«Per superare il problema dell’inquinamento bisognerebbe avere dei motori elettrici» spiega Gianclaudio Fausone, il ricercatore che metterà a punto il prototipo «Tuttavia il combustibile prodotto con materiale marino ha livelli di zolfo molto bassi rispetti a quelli che vengono utilizzati».

Il progetto verrà svolto insieme al Blue World Institute of Marine Research and Conservation della vicina Croazia, ma partirà dalla laguna: «Tutto quello che non viene raccolto è destinato a posarsi nei fondali o ad andare in direzione del mare» prosegue Madricardo «Infatti oltre a noi ci sono altri gruppi di altri Paesi che stanno sviluppando dei progetti sulla tuteola dell’ambiente, per esempio gli olandesi stanno studiando un modo per fermare la plastica dei fiumi prima che si immetta nel mare».

Nonostante sulla superficie non si veda nulla, la città storica ha quindi dei problemi nei fondali non da poco. Una volta prodotto il prototipo, sarà compito della politica e dell’industria introdurlo nel mercato. Il sogno è quello che ogni porto si munisca di una macchina che finalmente renda visibile i chilometri e chilometri di fantasmi che ancora si nascondono nella laguna. —

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