Presa a pugni per rubarle la borsetta in via Ulloa

Un'auto della polizia

MESTRE. Presa a pugni per strapparle la borsetta. È successo nel sottopasso di via Ulloa martedì sera. Vittima una cinese di 40 anni che stava rientrando a casa. Ad aggredirla un giovane con il volto parzialmente coperto. L’aggressione è avvenuta intorno alle 20.

La donna stava tornando a casa. Abita a Marghera ed era stata a Mestre per fare degli acquisti. Con le borse della spesa e la borsetta stava percorrendo l’ultimo tratto del sottopasso di via Ulloa quando alle sue spalle è arrivato un giovane che l’ha aggredita. Come lei si è girata lui le ha sferrato un pugno in pieno volto cercando di strapparle, nel contempo la borsetta.

La donna cade a terra, reagisce come può, trattiene con tutte le forze la borsetta e a quel punto l’aggressore le sferra un secondo pugno. La donna desiste, molla la borsetta e il rapinatore scappa verso l’uscita di via Ulloa. Le grida dell’aggredita sono inutili, mentre viene picchiata non passa nessuno. Passano cinque minuti prima che arrivi qualcuno a prestarle soccorso.

A quel punto viene chiamata la polizia. Sul posto gli agenti di una volante che raccolgono il racconto della donna. Il rapinatore è scappato con un bottino di una cinquantina di euro, i documenti e il cellulare.

Il modus operandi e la descrizione del giovane fanno ipotizzare che si tratti del rapinatore che nell’ltimo mese e mezzo ha colpito con la stessa violenza di martedì sera altre tre donne e strappato il cellulare ad una bambina di 11 anni. Sullo stesso stanno indagando gli agenti della Squadra Mobile.

La Polizia ha elementi per dire che il violento è un pregiudicato locale con vari precedenti legati al mondo della tossicodipendenza. Grazie alle telecamere che c’erano nei luoghi delle aggressioni l’uomo sarebbe stato individuato. Ma per il momento non è stato ripreso mentre aggrediva le persone prese di mira. A disposizione, poi, dei poliziotti, ci sono anche le testimonianze delle vittime. E concordano tutte.

Il modus operandi di tirare pugni in faccia alle vittime riporta ad un pregiudicato tossicodipendente che si era reso protagonista di episodi simili alcuni anni fa. Anche quel rapinatore, poi finito in galera, per procurarsi il denaro per la sostanza stupefacente, quando individuava la vittima si avvicinava e senza battere ciglio tirava un pugno al volto della persona, soprattutto donne, e poi strappava loro la borsetta. —

 

Video del giorno

Le prove del Rigoletto alla Fenice, in scena dal 29 settembre

Granola fatta in casa

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi