Caso Madeyski-Rizzola Indagine dei carabinieri convocato il medico

SAN DONà. Caso Madeyski, indagini in corso. Il medico chirurgo 72enne che ha da poche settimane lasciato la casa di cura Rizzola a San Donà dopo oltre 20 anni di sala operatoria, sarebbe stato chiamato dai carabinieri per essere sentito. Madeyski aveva interrotto il rapporto di lavoro dopo che la direzione della clinica privata convenzionata non gli aveva più rinnovato il contratto scaduto il 31 dicembre 2018.

Il medico non aveva accettato di buon grado questa decisione, convinto di poter operare ancora per qualche anno, chiudendo in bellezza 50 anni di stimata professione medica. Ma così non è stato. Ha chiesto spiegazioni in merito e sempre sostenuto di non averle ricevute. Si è allora rivolto al suo legale, l’avvocato Luca Pavanetto, per decidere se avviare una causa di lavoro, pretendere contributi e altri emolumenti, oltre a preparare altre segnalazioni più scottanti. Anche in occasione di un tesissimo incontro pubblico, Madeyski ha adombrato pressioni ricevute e discussioni sorte in merito alla sua scelta di scendere in campo e candidarsi con una lista civica a sostegno di Oliviero Leo alle ultime elezioni amministrative. Una decisione che ha diviso il centrodestra, con due candidati, Leo e Francesca Pilla, rispettivamente sostenuti da Forza Italia e Lega, poi sconfitti dal centrosinistra di Andrea Cereser. Madeyski ha parlato di tensioni, ingerenze della Lega e dell’Usl, anche della possibilità che la casa di cura Rizzola sia presto venduta dopo che sono emersi dei problemi economici dovuti agli ingenti investimenti. La direzione ha smentito categoricamente tutto e precisato che il rapporto con Madeyski si era semplicemente interrotto dopo molti anni. —


G.Ca.

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