Nuovo Regolamento Edilizio in arrivo Stangata sulle locazioni turistiche

Abbav e Confedilizia sul piede di guerra. Tra le proposte l’affitto non inferiore ai sei mesi e fosse settiche obbligatorie



Il nuovo regolamento edilizio del Comune ha le settimane contate. In questo periodo l’Amministrazione sta accogliendo le ultime osservazioni da parte delle categorie che lo hanno potuto visionare in anteprima. Dopodiché verrà adottato dal consiglio comunale che, dopo aver visionato le osservazioni, lo voterà. Attualmente si utilizza un regolamento di salvaguardia, frutto dell’unione tra il vecchio regolamento prima di Vittorio Zappalorto e quello istituito (e già decaduto) dall’allora commissario.


Il documento redatto è ancora top secret, ma dalle prime indiscrezioni sembra sia destinato a dividere la città. Nel mirino ci sono infatti le locazioni turistiche che vengono in ogni modo contrastate, come annunciato in questi mesi. All’orizzonte si intravedono già schiere di avvocati pronti ad affilare le armi giuridiche. Sono due le categorie sul piede di guerra: Abbav (Associazione Bed and Breakfast e Affittacamere) e Confedilizia. «Questo regolamento», dice l’avvocato Giuliano Marchi, presidente di Confedilizia, «è viziato da incompetenze giuridiche, nel senso che non si limita a indicare aspetti tecnici, ma riporta delle direttive di natura politica, cioè il deterrente alla locazione turistica, ma non mi si può dire a chi affittare la mia proprietà privata perché costituisce un vulnus». Secondo Confedilizia, il privato è costretto ad affittare al turista perché ha la garanzia del pagamento e della manutenzione di cui deve farsi carico. «Capiamo il problema della residenzialità», prosegue Marchi, «ma il cittadino non può farsi carico dell’incapacità del Comune di amministrare gli alloggi pubblici, dato che ce ne sono migliaia di chiusi». Confedilizia ha chiesto un incontro che si terrà a breve.

Al centro delle osservazioni inviate ieri all’Amministrazione da parte di Abbav, ci sono tre punti principali e una proposta. La premessa è che, da quanto sembra essere scritto nella bozza del nuovo regolamento, non ci può essere più di una struttura ricettiva per immobile riconducibile alla stessa proprietà o allo steso nucleo familiare entro il primo grado di parentela. Inoltre la struttura ricettiva deve avere accesso separato rispetto alla residenza.

La prima osservazione riguarda il fatto che, da quando il consiglio comunale ha approvato un anno fa la cosiddetta delibera blocca alberghi, per aprire un B&B servono l’approvazione del consiglio comunale e una trafila burocratica lunghissima. La seconda osservazione su questo punto è sulla natura della locazione che, come sottolinea Ondina Giacomin di Abbav, «non è una struttura ricettiva, come invece risulta dalla bozza». La locazione è disciplinata dall’articolo 431/98 del Codice civile, mentre la locazione turistica è descritta nell’articolo 27 bis della Regione.

Il secondo punto è sul contratto d’affitto. Se fino ad adesso chi possedeva un alloggio lo poteva affittare come locazione turistica (quindi con cedolare secca, contratto tra privati con il 21% di tasse) anche tutto l’anno attraverso il contratto breve da 0 a 29 giorni, adesso invece c’è un minimo di sei mesi. Se passasse la bozza del regolamento, chi ha una locazione che affitta per brevi periodi tutto l’anno, dovrebbe fare dietrofront e individuare come affittante chi vive più stabilmente in città.

Infine, punto tre: le fosse settiche. Nella bozza è obbligatorio che chi ha una locazione turistica realizzi le fosse settiche. Per Abbav questa norma è ingiusta: «La Legge Speciale 206/1995 impone le fosse settiche per tutti», spiega l’associazione, «se però tutte le case le facessero, Venezia imploderebbe ed è per questo che si è arrivati alla deroga. Allora non si capisce perché il cittadino ha la deroga e la struttura ricettiva no. Inoltre, noi ogni mese paghiamo una quota della bolletta per i collettori depurativi che da anni non vengono fatti e, quindi, dove sono stati investiti questi soldi?». C’è da dire poi che, attualmente, non c’è sempre la deroga per ogni cittadino, ma solo quando il Comune, previa una sua valutazione, attesta che non si possono fare le fosse settiche.

Oltre alle tre osservazioni c’è la proposta di imporre ai siti di prenotazione l’obbligo di chiedere alle strutture che promuovono la “Scia”. —



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