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Le vittime della baby gang: «Alcuni mi picchiavano, gli altri ridevano»

Un quindicenne ora evita di passare in alcune zone della città: «Ignorato dai passanti, la mia ragazza non dorme di notte»

VENEZIA. Domani le aggressioni del “branco” finiranno sul tavolo del Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Infatti la vicenda che sta creando non poco allarme in città sarà affrontata dai vertici delle forze dell’ordine e dalla Prefettura.

«Io sono preoccupato. È un fenomeno che in centro storico non si era mai visto con questa cadenza e con questa violenza. Voglio capire cosa bisogna fare, oltre all’aspetto repressivo» sottolinea il prefetto Vittorio Zappalorto «Bisogna capire da che famiglie provengono e che sostegno si può offrire alle stesse e alla scuola. È evidente che l’aspetto repressivo non basta», conclude il Prefetto.



Ha 15 anni ed è stato il primo dei ragazzi aggrediti dal “branco”. Quella sera il ragazzo stava accompagnando a casa la fidanzata. L’aggressione è avvenuta in una calle accanto al McDonald’s di Strada Nuova.

Conoscevi i tuoi aggressori? Ti avevano mai aggredito prima?

«Li conoscevo di vista e li trovavo sempre quando portavo a casa la mia fidanzata. No, non mi avevano mai infastidito».

Quella sera si sono parati davanti al ragazzo e gli hanno detto a muso duro; “tu di qua non passi”. Poi è scattata l’aggressione, rapida, incredibilmente violenta, tanto da far finire il ragazzo all’ospedale.

La zona dove è avvenuta l’aggressione anche se un po’defilata rispetto a Strada Nuova è di passaggio. In tuo soccorso sono intervenute altre persone?

«Nessuno mi ha aiutato eravamo io e la mia ragazza in calletta e sono anche passate alcune signore che non ci hanno soccorso».



Ti hanno chiesto denaro o altre cose di valore, come il telefonino? Hanno fatto qualche riferimento alle tue origini straniere?

«No mi hanno solo picchiato. No, nessuno ha fatto riferimento alle mie origini».

Nel gruppo degli aggressori c’erano anche delle ragazze? Dopo l’aggressione li hai visti ancora?

«Sì, c’erano due ragazze e sette ragazzi. Sì li visti ancora, spesso nelle zone di Cannaregio e San Marco».

Ti hanno minacciato o insultato nuovamente? Ora hai paura di essere aggredito ancora?

«No, li ho evitati. Ho un po’ di paura, ma la mia ragazza è ancora più traumatizzata, non dorme la notte».

Houssein, ha 52 anni, proviene dallo Sri Lanka e da 22 è a Venezia.

Da dieci lavora otto mesi all’anno come stagionale in un ristorante di Riva del Vin. Venerdì di due settimane fa, davanti alle Poste di San Polo è stato aggredito dal “branco” in maniera selvaggia e ora si ritrova con una spalla fratturata e quattro denti davanti da dover togliere.

Racconta l’uomo: «Stavo tornando a casa dopo aver finito il lavoro. Giunto davanti alle poste vengo affiancato da due ragazzi. Uno a destra e uno a sinistra. Mentre un terzo si mette alle mie spalle. Uno che mi cammina al fianco mi dice: dammi i soldi. Io non riesco a rispondere che l’altro comincia a picchiarmi con un bastone. Picchia forte. A quel punto io accelero il passo per andarmene. Quello dietro allora mi butta a terra. Sbatto il volto anche se ho cercato di allungare le mani per non farmi del male. Per diversi minuti vedo giallo e non riesco a capire più nulla» continua Houssein. «Per fortuna è intervenuto un ragazzo sceso con il cane. Oltre ai tre che mi hanno picchiato c’erano altri cinque giovani che guardavano e ridevano. Grazie all’intervento del ragazzo con il cane alla fine gli altri se ne sono andati. Lo devo ringraziare, anche perché ha chiamato il 118 e mi ha soccorso». –


 

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