Infermiera aggredita da una giovane al Pronto soccorso

La paziente con codice verde ha preso per il collo la donna rifilandole anche qualche schiaffo, riuscendo poi a fuggire



Momenti di paura e tensione nella notte tra sabato e domenica al Pronto soccorso dell’ospedale di Chioggia, quando un’infermiera è stata aggredita da una giovane donna di origine rumena.


È circa la mezzanotte di sabato quando una ventiquattrenne si presenta alla portineria del reparto di Pronto soccorso. «Sono tre giorni che ho la febbre», dice la donna, «ho bisogno di cure» . Come da prassi la giovane viene accompagnata all’interno in codice verde e fatta accomodare nel triage infermieristico, dove viene sdraiata sul letto e tenuta un paio di ore in osservazione. Ma la donna vuole essere seguita maggiormente perché, a suo dire, ha bisogno di cure più importanti. L’infermiera del turno di notte chiede però alla giovane rumena di pazientare.

Ma è a questo punto che la donna va in escandescenze e comincia a dare calci e pugni alla mobilia ed alle porta della stanza del triage, fino ad uscire ed allontanarsi dall’ospedale. Passano pochi minuti però e la giovane ritorna ancora una volta al Pronto soccorso chiedendo esplicitamente dell’infermiera che l’aveva seguita e quando l’operatrice sanitaria si è recata dalla donna, la ventiquattrenne rumena le si è scagliata contro, prendendola per il collo e rifilandole anche qualche schiaffo. La situazione non ha avuto pesanti conseguenze per l’infermiera solo grazie all’intervento dei colleghi che hanno prontamente bloccato la giovane che, comunque, è riuscita a divincolarsi ed a sgattaiolare fuori dall’ospedale scardinando le porte scorrevoli del Pronto soccorso. Il personale medico ha quindi chiesto l’intervento della polizia, ma quando la volante è giunta nel nosocomio chioggiotto della rumena non vi era più traccia. Tuttavia, anche se si è allontanata, le forze dell’ordine ne conoscono l’identità che la stessa aveva rilasciato alla portineria del Pronto soccorso ma, non essendo stata colta in flagranza di reato, per essere rintracciata bisognerà attendere l’eventuale denuncia da parte dell’infermiera aggredita. —



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