Tassa di sbarco, si comincia in maggio La delibera va in giunta tra 15 giorni

Il sindaco annuncia la partenza del contributo per i turisti “mordi e fuggi”. In consiglio comunale entro febbraio

VENEZIA. La tassa di sbarco sarà applicata a partire da maggio. Durerà tre anni, e sarà il prologo alla prenotazione obbligatoria per il controllo dei flussi turistici. Lo ha annunciato ieri il sindaco Luigi Brugnaro, a margine dell’inaugurazione della nuova sede dell’Ordine degli avvocati, a Santa Chiara.

«La delibera andrà in giunta i primi giorni di febbraio», ha spiegato il sindaco, «poi all’approvazione del Consiglio comunale. Dopo 60 giorni diventerà operativa». Un introito teorico che va dai 40 milioni di euro in su. Non ci sono ancora decisioni sull’ammontare della tassa, che dovrà essere applicata a tutti i turisti che arrivano a Venezia in giornata. Che sbarcano dai Gran Turismo o dai treni.


Nel 2018 sono stati quasi 20 milioni, i due terzi degli arrivi totali. Le ipotesi sono tante. Ma decisioni ancora no. È al lavoro su questo anche uno studio legale che dovrà rendere la norma «inattaccabile» dai prevedibili ricorsi. La cifra, che Brugnaro non ha voluto rivelare («Una mia idea ce l’ho, ma non posso anticiparla», ha detto ieri) potrebbe andare da un minimo di due euro a un massimo di cinque. Politica tariffaria che potrebbe rappresentare incentivi e disincentivi all’arrivo in città. E portare nelle casse del Comune denaro prezioso per avviare i sistemi di controllo dei flussi e gestire la nuova Control room del Tronchetto, operativa dalla primavera e già finanziata con i soldi del Patto per Venezia.

Ma l’applicazione della tassa non è così semplice. Occorre prima perfezionare l’accordo con Trenitalia per far pagare ai viaggiatori la tassa al momento dell’acquisto del biglietto. E istituire punti di controllo per gli sbarchi dei Gran Turismo. Più semplice sembra l’aspetto delle navi da crociera, con le società armatrici che si sono già dette disponibili.

Sulla tassa di sbarco si esprimono in modo diverso comitati, associazioni e categorie. C’è chi plaude, chi lo ritiene un “balzello” che potrà mettere in difficoltà gli operatori dei Gran Turismo. Chi come Italia Nostra, la boccia. «Non è quello il modo per diminuire la pressione turistica».

Il Comune ha annunciato di voler prima sentire le categorie e la città. Riunione di maggioranza allargata l’altro giorno a Ca’ Farsetti. Con osservazioni e proposte di modifica. Il tema vero è quello di diminuire la pressione turistica in alcuni giorni dell’anno. Come si è visto nel corso del 2018 i periodi del Carnevale, della Pasqua e dei ponti del 25 aprile e 1 maggio, il Redentore e la Regata Storica risultano sempre più critici, con la città invasa da oltre centomila persone e i servizi in tilt. L’obiettivo finale non può che essere quello di ridurre il numero dei turisti, che consumano la città e la rendono invivibile. «A partire dal 2021 dovrà funzionare la prenotazione obbligatoria», dice Brugnaro. Funziona in tutto il mondo. E se i posti per visitare un museo o entrare nei parcheggi sono esauriti bisogna cambiare periodo. Chi arriva in giorni che non sono da bollino nero e o bollino rosso potrà avere degli sconti e comunque i servizi prenotati.

Si parte con la tassa, dunque. Uno dei punti annunciati da Brugnaro due anni fa, proposto anche all’ex premier Matteo Renzi. Adesso il provvedimento è arrivato nella Finanziaria del governo gialloverde. Scritto, a quanto pare dai tecnici del Mef (ministero dell’Economia e Finanze), insieme allo staff di Brugnaro. Al comma 653, Venezia viene autorizzata ad applicare la tassa con l’accesso con qualsiasi vettore al centro torico e alle isole minori della laguna. Gli introiti dovranno servire per migliorare i servizi e avviare azioni di restauro del patrimonio artistico. —


 

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