«I cantieri dell’Actv sono da rivitalizzare»

venezia. Ridurre, se non azzerare, l’esternalizzazione delle manutenzioni dei battelli, così da valorizzare la manodopera interna e rivitalizzare i cantieri di Pellestrina e Tronchetto. Lo chiedono, in una nota congiunta, le segreterie di Fit-Cisl e Uilt-Uil ad Avm, Actv e al sindaco di Venezia.

Ad oggi, due sono le tipologie di manutenzione dei mezzi d’acqua che si realizzano nei cantieri dell’azienda del trasporto pubblico: quella programmata, a Pellestrina; quella a caduta, per i casi d’emergenza, al Tronchetto. In nessuno dei due, però, possono svolgersi le sabbiature (quando cioè gli scafi vengono sottoposti a tinteggiamenti e aoi trattamenti anti alga). Questi, dunque, vengono esternalizzati a ditte esterne. Una procedura che, denunciano i sindacati, allunga i tempistiche, a svantaggio del trasporto pubblico.


Ecco perché, scrivono i sindacati, le manutenzioni navali di Actv sono un «asset strategico e fondamentale per il servizio della navigazione e per tutti i lavoratori». Cisl e Uil chiedono poi di «inserire nuove figure gestionali per ridurre l’inquinamento e le economie di scala» e, al contempo, «un piano» che preveda la riduzione delle lavorazioni esterne fino ad azzerarle a favore di processi produttivi in economia.

«Per tutti questi motivi», concludono Marino De Terlizzi e Endris Tonello (Fit-Cisl), Sandro de Ambrosi e Gianlorenzo Naccari (Uilt-Uil), «chiediamo con forza un tavolo di confronto istituzionale con la proprietà e l’amministrazione, per una discussione costruttiva e responsabile». —

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