«Il casello di Meolo serve a tutto il litorale»

Senza la superstrada del mare la struttura in A4 rischia di essere chiusa a favore di Noventa. Altolà della sindaca

MEOLO. Casello di Meolo a rischio senza la superstrada del mare. Ora che il progetto di “autostrada” verso il litorale di Jesolo pare tornato nel cassetto della Regione, l’imponente struttura di entrata e uscita dalla A4 appare se non altro incompiuta.

E in tempi di tagli e risparmi, non si può neppur escludere che sia eliminato, vista l’attenzione per Noventa e il suo di casello, che oltretutto sbocca su un colosso come l’outlet che non conosce crisi. Tanto che si è parlato di spostare il casello di Noventa, per consentire di sviluppare ulteriormente il centro di riferimento per le grandi firme a prezzo scontato. Magari per realizzarne uno ex novo in direzione est, unendo quello di Cessalto in una nuova posizione strategica.


Oggi è però il casello di Meolo nell’occhio del ciclone se non si aprirà una strada di collegamento veloce verso il litorale. La società che gestisce il tratto autostradale non si è mai espressa ufficialmente, anche se è noto a tutti che il casello a Meolo è stato realizzato appositamente per servire il territorio, ma soprattutto per i collegamenti veloci al litorale.

Il project financing e la superstrada a pagamento sono stati oggetto di indagini con una battuta d’arresto che era apparsa definitiva.

Poi la Regione aveva stimolato nuovamente l’attenzione con il presidente Zaia la scorsa estate. Adesso, però, esiste anche l’alternativa, che è quella della bretella da Noventa, con un sovrappasso nell’area commerciale di San Donà e l’Anas pronta ad allargare via Armellina. Di fatto una strada veloce dalla A4 al mare, e non a pagamento.

Ecco perché la superstrada da Meolo è nuovamente archiviata, nonostante gli imprenditori che avevano costituito la prima società a Jesolo siano ancora pronti a investire.

La sindaca di Meolo, Loretta Aliprandi, difende il casello e chiede anche un potenziamento della Treviso Mare. «Il casello è una struttura essenziale per i collegamenti al litorale», spiega, «è vero che una serie di interventi migliorativi sul nostro territorio non sono stati fatti, mi riferisco al collegamento con Monastier, la sistemazione degli incroci, la bretella verso la zona industriale. Eppure questo è un polo logistico riconosciuto dalla Città Metropolitana».

«Allora», insiste Aliprandi, «noi ribadiamo la necessità di un collegamento veloce verso il mare, che però non deve essere a pagamento. E quindi anche il casello di Meolo non deve essere a rischio in alcun modo. Mi sconcerta il solo pensiero che il casello di Meolo possa venire meno e possano serpeggiare idee di questo genere».

Esiste anche la possibilità che la società autostradale, Autovie o la futura società che subentrerà, “Alto Adriatico”, finanzi una parte del tratto in uscita dal casello, cosa che sarebbe di suo interesse, e quindi rendere più facile l’accesso al casello. In ultima analisi, dunque, ci sarebbe ancora la possibilità di realizzare una infrastruttura stradale non a pagamento e senza project financing che oggi fa ancora più paura. —

Giovanni Cagnassi

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