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La scure di Edeco la coop annuncia il taglio di metà del suo personale

Avviata la procedura di mobilità per 57 dipendenti Niente rinnovo per 71 lavoratori a tempo determinato

Elena Livieri
2 minuti di lettura

padova. Fine d’anno dal sapore amaro per molti lavoratori della cooperativa Edeco, la “pigliatutto” dell’accoglienza - di cui è presidente Sara Felpati e factotum il marito Simone Borile - che dopo aver decuplicato il suo bilancio in pochi anni accaparrandosi gran parte dei bandi per la gestione dei migranti, fa i conti oggi con quella che si potrebbe definire la “remissione” del problema. La coop, per altro coinvolta in pesanti inchieste giudiziarie per le presunte irregolarità sui bandi che si è aggiudicata, ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per 57 lavoratori, a cui si aggiungono altri 71 operatori a cui non sarà rinnovato il contratto in scadenza.

Passata l’emergenza sbarchi degli anni scorsi, rinforzata la rete dell’accoglienza diffusa a scapito degli hub come quello a San Siro di Bagnoli e e di Cona, nel Veneziano, fino a svuotarli del tutto e decretarne la definitiva chiusura, Edeco deve ristrutturarsi. Che significa snellire la sua pianta organica, lasciare a casa un buon numero di lavoratori. Più della metà d quelli attualmente in servizio, tra tempi determinati e tempi indeterminati.

nuovi scenari

In pochi mesi si è ridimensionato “l’impero” di Edeco, costruito sul bisogno di centinaia di disperati in fuga da guerre e miseria di essere accolti che lo Stato ha affidato alle cooperative tramite i bandi delle Prefetture. Meno migranti da accogliere, meno soldi che entrano nelle casse della coop, conti che si assottigliano. Lo scorso 30 settembre è intervenuta la chiusura dell’hub di San Siro di Bagnoli che se da qualche mese aveva ridotto il numero di ospiti a poche decine, era arrivato a contarne quasi mille. Il 20 dicembre è arrivata anche la chiusura del centro di accoglienza di Cona, arrivato a ospitare anche più di mille migranti.

nuove regole

Ma a minare la consistenza di Edeco è anche la modifica delle modalità previste per l’accoglienza diffusa - che Edeco assicura nelle province di Padova, Venezia e Rovigo - a seguito del nuovo capitolato predisposto dal Viminale che, tra le altre cose, prevede l’eliminazione di tutti i servizi a favore dell’integrazione, la drastica riduzione dell’assistenza per il sostegno dei soggetti vulnerabili e la riduzione di circa il 60% delle risorse umane dedicate all’assistenza di base ai migranti. Il personale eccedente dopo la chiusura dell’hub di San Siro era stato riassorbito nell’ambito della struttura di Edeco, risultato ottenuto anche grazie alla cessazione di numerosi contratti a tempo determinato. Ma, come si legge nella lettera che la coop ha inviato alle organizzazioni sindacali per annunciare i licenziamenti, «lo sfavorevole perdurare della situazione del settore, ha decretato una importante contrazione della presenza di assistiti anche nelle altre strutture di accoglienza gestite da Edeco». Da qui la necessità di sforbiciare il personale.

gli esuberi

«Al fine di attenuare gli effetti sociali e garantire la continuità occupazionale per il maggior numero possibile di lavoratori» scrive la vice presidente della coop Annalisa Carraro, «Edeco ha definito un piano di ristrutturazione-riorganizzazione aziendale che prevede, in primo luogo, la ridefinizione delle mansioni e il ricollocamento delle risorse in eccedenza in attività assegnate a lavoratori assunti a tempo determinato, complessivamente 71 di cui 58 con contratto in scadenza il 31 dicembre 2018 e 13 con scadenza nei primi mesi del 2019».

E questo, intanto, significa che quei 71 contratti a termine non saranno rinnovati. Ma non è tutto. «Non potendo garantire il reimpiego di tutte le maestranze interessate alla soppressione del posto di lavoro e in particolare del personale oggi utilizzato per i servizi di accoglienza e di assistenza nel centro di accoglienza di Cona e per le attività di integrazione assistenza nei centri per l’accoglienza diffusa, Edeco comunica l’intendimento di procedere alla risoluzione del rapporto di lavoro di 57 lavoratori».

la riorganizzazione

Tanti sono gli addetti che la coop, nel suo piano di riorganizzazione comunicato ai Sindacati, non riuscirebbe a riassorbire destinandoli alle mansioni lasciare vacanti dal personale a tempo determinato in cessazione. Complessivamente, oggi, Edeco conta 228 dipendenti. Numeri alla mano, la previsione è di scendere a cento unità. Tra le professionalità in eccesso figurano addetti alle pulizie e custodia, operai, insegnanti, tecnici, psicologi ed educatori. «Edeco è disponibile a prendere in considerazione ogni proposta per meglio fronteggiare le conseguenze sul piano sociale delle cessazioni previste, compresa l’eventuale proposta di riduzione lineare collettiva dell’orario di lavoro» si chiude la comunicazione ai Sindacati, «ma è nostro proposito dare attuazione ai licenziamenti non appena esaurita la procedura».



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