Obbligo di dimora con l’esplosivo: arrestato

I carabinieri vanno a casa di un ventunenne incensurato per notificargli il provvedimento e scoprono il materiale vietato



I carabinieri gli notificano un provvedimento di obbligo di dimora per rapina a mano armata e sequestro di persona, maturati con ogni probabilità nell’ambiente dello spaccio di stupefacenti, e nel contempo effettuano una perquisizione domiciliare, dalla quale spunta del materiale esplosivo: 21enne incensurato arrestato in flagranza su disposizione della pm di turno Paola Tonini. Per lui si sono aperte le porte del carcere, in attesa dell’udienza di convalida. Intanto le indagini proseguono visto che la vicenda, per quanto riguarda l’esplosivo, è ancora tutta da chiarire. Il materiale è stato sequestrato e sottoposto a verifiche da parte degli artificieri.


Due al momento le persone indagate per la rapina e il sequestro di persona che rappresentano l’input per la nuova indagine sull’esplosivo. Si tratta di un 29enne romeno pregiudicato, per cui il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere, e del 21enne veneto inizialmente destinatario dell’obbligo di dimora. Secondo i carabinieri che hanno condotto le indagini, i due avrebbero messo a segno una rapina a mano armata con sequestro di persona assieme ad altre quattro persone sulle quali si sta stringendo il cerchio.

L’episodio risale al 9 aprile. Stando a quanto ricostruito dai militari dell’Arma, tre componenti della banda avevano sorpreso le vittime, due ragazzi sui vent’anni, alla fermata del tram in via Ca’ Rossa. Sotto la minaccia di una pistola e di un coltello, i due giovani erano stati immobilizzati con le fascette di plastica per elettricisti, costretti a salire a bordo di un’auto e rapinati di cellulari e portafogli. Il primo viaggio in macchina si era concluso in un parcheggio nei pressi dell’aeroporto Marco Polo.

Qui erano arrivati gli altri tre componenti della banda a bordo di un altro veicolo. Il gruppo si era poi spostato in un casolare abbandonato nella campagna di Fossò.

Qui le vittime, che non riuscivano a muoversi a causa dei polsi legati con le fascette, erano state offese e percosse a più riprese. Tutto con l’obiettivo, stando a quanto ricostruito dai carabinieri, di far confessare alle due vittime una presunta rapina che sarebbe stata consumata ai danni di una donna, componente della banda. In particolare ai danni di una delle due vittime, gli aggressori brandivano davanti al viso una potente bomba carta, minacciando di farla esplodere. Erano stati momenti di terrore per i due ventenni davanti alla determinazione e alla violenza della banda. Le vittime avevano riportato varie lesioni a causa dei colpi che erano stati loro inferti, anche sul volto utilizzando il calcio della pistola. Il movente dei gravi fatti accaduti, tuttora in corso di approfondimento, sarebbe legato al mondo degli stupefacenti. Nel corso delle indagini è stata accertata infatti un’attività di spaccio di eroina da parte del 29enne romeno. —



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