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Aggredita da due balordi a San Barnaba, reagisce e li allontana

Vittima una psicologa di 40 anni che stava rientrando a casa dopo una cena con le amiche. È il secondo caso in due giorni

Carlo Mion
1 minuto di lettura

VENEZIA. Tranquilla stava tornando a casa quando due giovani l’hanno circondata e aggredita. Un terzo ragazzo faceva da palo. Lei ha reagito e si è difesa con tutte le forze per evitare che le strappassero la borsetta. E nonostante uno di loro impugnasse un coltello è riuscita a farli scappare senza bottino.

L’episodio è avvenuto venerdì intorno a mezzanotte in calle Sporca de le Pazienze, laterale di Calle Lunga San Barnaba. L’aggredita, una psicologa di 40 anni, abita a due passi da dove è avvenuto il fatto e ha riportato delle contusioni alle gambe. Uno degli aggressori sarebbe stato individuato dai carabinieri.

Anziana aggredita mentre torna a casa I passanti bloccano il rapinatore in calle

E' da poco passata la mezzanotte quando la 40enne è a due passi da casa. Torna da una cena di Natale trascorsa con le amiche. È tranquilla anche perché nella sua vita non è mai stata aggredita e Venezia non è certo una città, da questo punto di vista, pericolosa rispetto ad altre.

All’improvviso alle spalle le piombano addosso due giovani hanno il cappuccio della felpa calato sulla testa, Uno solo pronuncia una frase: "Dammi la borsetta". Parole dette senza inflessione dialettale. La donna reagisce e stringe la borsetta con tutta la forza che ha.

Loro insistono e lei grida. La buttano a terra per due volte. Ma la donna non molla la borsetta. Continua a gridare e il tempo sembra non passare mai. Nonostante la donna non sia un colosso si batte alla pari con i due giovani che avranno avuto venticinque anni. Uno, per essere ancora più convincente, impugna un coltello che punta verso la 40enne.

A un certo punto gli aggressori abbandonano. Infatti da Calle Lunga San Barnaba provengono delle persone. I due aggressori e il “palo” scappano in direzione di Santa Margherita. La donna gridando corre verso i passanti. Lei grida che è stata aggredita, ma gli altri non capiscono. Sono infatti turisti stranieri.

Trova la forza di chiamare il 112. Cinque minuti dopo sul posto arriva una pattuglia dei carabinieri. Lei sporge denuncia e descrive gli aggressori che purtroppo non ha visto in faccia anche se ricorda perfettamente come erano vestiti. Uno indossava una felpa di colore blu, aveva pantaloni jeans chiari. L’altro aveva un parka di colore verde.

Un paio di ore dopo la donna è stata invitata in caserma dai carabinieri che avevano fermato un ragazzo vestito in maniera simile a quello che l’aveva aggredita. I vestiti erano quelli, ma lei non lo ha visto in faccia.




 

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