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Panfilio: «Servono fondi per bonificare la base»

A. Ab.
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CONA. «Se si vuole recuperare l’area dell’ex base missilistica di Conetta, una volta che non sarà più usata come centro per i richiedenti asilo, devono arrivare progetti per reperire fondi europei. Progetti a cui servono risorse cospicue da parte di enti sovracomunali. Certamente è impensabile ad un progetto di riutilizzo dell’ex base missilistica con le sole forze del nostro Comune che ha 2900 abitanti». A dirlo è il sindaco di Cona Alberto Panfilio alla luce dello sgombero in atto dei migranti.

Sgombero che nelle intenzioni del Ministero degli Interni e anche del prefetto dovrebbe concludersi entro venerdì 21 dicembre. Proprio per questo ora il dibattito si sposta sul futuro della ex base e della piccola frazione che conta meno di 200 abitanti. «Questa base che è in capo al demanio», dice il sindaco, «necessita prima di qualsiasi intervento o riuso, una bonifica. Sarebbe importante capire se ci sono progetti già pensati per il futuro o se per i prossimi anni tutto andrà nel degrado».

Il sindaco spera poi che alla fine, e cioè la prossima settimana o pochi giorni più in là, insomma quando la base non avrà più un migrante come ospite, i big della politica nazionale non arrivino a fare spettacoli per la chiusura della base come campo per i migranti. «Non c’è nulla da festeggiare», spiega, «Conetta e Cona in questi anni hanno sofferto scelte che sono state calate dall’alto. Il nostro territorio merita rispetto». Nell’ex base, nel giro di qualche anno, solo per adeguarla ad ospitare i richiedenti asilo, si è speso un milione di euro. All’interno della base sono rimaste ad ora circa 150 persone. Venerdì scorso, 43 richiedenti asilo, a piccoli gruppi sono stati portati in centri del trevigiano e del vicentino. —

A. Ab.

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