«Non perdoneremo mai un mafioso assassino come Felice Maniero»

La zia di Cristina Pavesi al dibattito sulla mafia del Brenta nel giorno dell’anniversario dell’omicidio della ragazza, avvenuto nell'assalto al treno portavalori il 13 dicembre 1990

CAMPOLONGO. «Non perdoneremo mai un mafioso come Felice Maniero per quello che ha fatto alla nostra famiglia». Ha esordito così Michela Pavesi al folto pubblico presente nell’ex villa Maniero in via Fermi a Campologo. Un arrivo a sorpresa quello della zia di Cristina Pavesi, la ragazza assassinata dalla mafia del Brenta di cui si celebra in questi giorni il 28° anniversario della morte durante l’assalto al treno portavalori a Vigonza nel 1990. Assalto a colpi di bazooka che ferì 37 persone e soprattutto con esplosivo al plastico, la cui esplosione uccise Cristina.

Michela Pavesi ha ripercorso gli avvenimenti della sera del 13 dicembre 1990, quando le preoccupazioni della famiglia si facevano sempre più forti perché Cristina non tornava dall’università fino all’arrivo della terribile notizia. Un anno dopo proprio il 13 dicembre morì di crepacuore anche il padre di Cristina, Luigi.


Un ricordo, quello della zia straziante, che ha commosso tutti i presenti. Il sindaco di Campolongo Andrea Zampieri che ha abbracciato e stretto la mano alla zia di Cristina ed ha chiesto scusa ancora una volta alla famiglia per le malefatte dell’ex concittadino.

«Neanche noi perdoneremo mai Maniero», dice Oriana Boldrin, ideatrice del concorso letterario intitolato a Cristina Pavesi, «Per questo delitto, per un omicidio che ha spezzato la vita ad una giovane donna Felice Maniero non ha mai pagato, non c’è mai stata giustizia per quel crimine terribile. Non lo perdoneremo poi conme cittadini di Campolongo per la nomea odiosa che ci ha fatto portare addosso per anni, a causa sua siamo sempre stati considerati paese di mafia, quando invece siamo paese di brava gente».

Giovedì sera con l’occasione è stato presentato il libro “La mala del Brenta” edizioni Melampo alla presenza dell’autrice Arianna Zottarel, dell’ex magistrato Francesco Saverio Pavone e di Nando Dalla Chiesa figlio dell generale Carlo Alberto. Il giudice Pavone, fra le considerazioni fatte ha detto che a suo avviso la mafia del Brenta a Campolongo non attecchirà più perché si sono creati nel corso degli anni “gli anticorpi”.

Le celebrazioni per Cristina Pavesi continuano domani alle 11 quando il parroco don Emanuele Degan celebrerà una messa in suffragio. —




 

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