Brugnaro, il reddito torna a crescere. Resta lui il Paperone della giunta

Nel 2017 il sindaco ha dichiarato 900 mila euro. L’assessore Zuin (Bilancio) è a 130 così come Boraso (Mobilità)

VENEZIA. Crescono i redditi del sindaco Luigi Brugnaro, le cui entrate da imprenditore non hanno risentito del suo ruolo pubblico, per quanto abbia rinunciato a tutti i suoi compensi da amministratore, in Comune, come in Citta metropolitana e nei vari Cda di Fenice, Biennale & Co. dei quali fa parte come sindaco. Sono, infatti, 900 mila gli euro di “reddito complessivo” lordo dichiarati da Brugnaro nel 2017: centomila in più, rispetto al 2016.

Lo racconta la sua dichiarazione dei redditi, pubblicata sul sito del Comune insieme a quella degli assessori e dei consiglieri comunali: non certo un modo di sbirciare nel portafoglio degli amministratori e dei politici di turno, ma un atto di trasparenza previsto dal decreto legge 33/2013.


Ad onor del vero, nel 2015 - anno della sua elezione - le entrate del sindaco erano state più alte, dal momento che Brugnaro aveva denunciato più di un milione di euro di “reddito complessivo”, al quale si aggiungeva un altro mezzo milione di “redditi da capitale”: rigo RL. Voce scomparsa dalle dichiarazioni degli due ultimi anni.

Agli atti, anche la cessione del 20 per cento della Pallacanestro Trieste 2004 e la segnalazione della costituzione del famoso “Brugnaro Blind Trust” nel quale il sindaco - dal 18 dicembre 2017 - ha fatto confluire tutte le sue azioni di Umana, Everap, Veneto Immobiliare, Attiva, la cui gestione è ora affidata a terzi. E gli assessori? Crescono i loro redditi, anche in funzione all’aumento dei compensi da amministratori, decurtati a 39 mila euro nel primo anno di giunta come sanzione per lo sforamento del Patto di Stabilità da parte della gestione commissariale e che ora sono pari a 54 mila euro lordi. Ai quali si aggiungono - per chi ce l’ha - i proventi dell’attività privata.

Sono così 130 mila gli euro denunciati per il 2017 dall’assessore al Bilancio Michele Zuin, contitolare di uno studio commercialista, in crescita di 30 mila euro rispetto al 2016.

Un pugno di euro in più rispetto ai 129 mila denunciati dall’assessore alla Mobilità Renato Borato, geometra con attività edili e nel settore turistico (19 mila euro in più rispetto al 2016); mentre ammonta a 62 mila euro il reddito della vicesindaca Luciana Colle (pari al suo stipendio da ex dirigente dell’Agenzia del Demanio) e a 60 mila quello dell’assessore all’Edilizia-Ambente Massimiliano De Martin, geometra con un proprio studio professionale e che - al contrario di molti suoi colleghi di giunta - ha invece visto diminuire pesantemente la propria dichiarazione dei redditi che nel 2016 sfiorava i 77 mila euro e superava gli 80 mila nel 2015.

Anche l’avvocato assessore al Personale e Politiche educative Paolo Romor ha visto scendere il suo bilancio: 58 mila euro nel 2017 contro i 66 mila del 2016 e i 68 mila del 2015, comunque ben di più dei 39 mila euro denunciati nel 2014. Quindi dichiarazioni in linea con i 54 mila euro del solo compenso da amministratore per l’assessora ai Lavori pubblici Francesca Zaccariotto, l’assessore alle Politiche sociali Simone Venturini e l’assessore allaSicurezza Giorgio D’Este.

Appena superiore (57 mila euro) la dichiarazione dell’assessora al Turismo Paola Mar, storica e contitolare dello studio di architettura di famiglia. Ricordiamo, sempre lordi.


 

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