Il sindaco: «M9, intervento strategico e al parco Albanese ora portiamo la Biennale»

 «C’è un piano per realizzare il distretto della musica elettronica»: il progetto sarà realizzato nel Teatro del parco e negli spazi del centro civico

MESTRE. «Lasciatemi dire una cosa: Questo è uno dei posti più belli dove vivere, detto da uno che ha girato tantissimo. E parlo dell’intera città metropolitana». Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia, è stato ieri ospite della redazione de “La Nuova Venezia” in via Poerio. Un confronto a tutto campo, con il direttore Paolo Possamai e la redazione. Si parte dall’evento del giorno, l’apertura di M9. Un distretto culturale di un ettaro che da domani, dopo la festa di oggi, aprirà al pubblico. Il sindaco considera l’apertura un fatto importante per Mestre. «La Fondazione di Venezia investe qui risorse che sono della città, e va detto che è stata gestita bene fin dalla presidenza di Segre. M9 è un misto tra modernità e Mestre del Novecento. Va benissimo sia così».



Valenza metropolitana «Ma per me la M di M9 è Mestre ma è anche città Metropolitana», continua. «È uno sviluppo moderno e contemporaneo di una città. Il centro storico vuol dire tradizione e ricerca culturale, penso alla Fenice. A Mestre vedo il futuro, la giovinezza. Qui le persone sono molto libere, è una città dove ognuno fa i fatti suoi, come una grande città europea ma non è ricca, purtroppo. Per me M9 è questo. Quando sono arrivato c’erano un sacco di discussioni in corso, e io che sono trasversale con la mia lista civica ho lavorato per dare scossa alla città e chiudere questioni, come i cantieri che non finivano mai. Al di là dei contenuti, occorre chiudere i cantieri e evitare di farsi male in mezzo al guado. M9 rischiava il guado. Allora, alla Fondazione e a Brunello non abbiamo chiesto nulla se non di accelerare e abbiano aiutato. Zingarelli è persona in gamba e capace, si è mosso per gli affitti della parte commerciale su cui erano in ritardo e hanno affittato quasi tutto. Abbiamo spinto per aprirlo alla città già lo scorso Natale per fare conoscere lo spazio alla gente, perché trasparenza è conoscenza. Cosa mi aspetto ora? Mi aspetto che M9 sia il luogo della storia del Novecento, di partecipazione sociale e di conoscenza. Ha il bello di essere flessibile, i contenuti possono essere aggiornati e migliorati. Un museo di tipo vecchio lo vedi una volta e basta. M9 è un luogo in divenire. Sono fiducioso. La squadra è giovane e motivata. E diverte».



Invito al rispetto Il sindaco fa anche un appello. «Non fate gli stupidini, rispettate questo luogo che è pubblico e di tutti. Rispettate le sue attrezzature. Usiamolo con pazienza e delicatezza». Per Mestre può essere fattore di cambiamento. «Sicuramente è uno dei fattori, positivo, poi dipende da come lo gestiamo. Ci sono tante cose da mettere a posto, come la gestione degli autobus in arrivo». E ribadisce il suo filo conduttore sui progetti per Mestre. «Questa città ha bisogno di finire le cose iniziate e farlo bene».

Il centro della cultura Il centro di Mestre, con il museo, completa la rete di spazi culturali, dal Candiani, al Toniolo alla biblioteca Vez da ampliare. «Con la parte dei bambini abbiamo già raddoppiato il pubblico». E ci sono altri progetti inattesi. Come la musica al parco. Brugnaro pensa al parco Albanese. «Altra scelta politica è la creazione del distretto della musica elettronica affidato a Biennale Musica. Daremo il teatro del parco e le stanze sopra nel centro civico del parco Albanese, a Bissuola, per andare a suonare», dice Brugnaro. «I giovani sono un tema centrale. La loro inclusione, la loro partecipazione è nodale. I ragazzi di vent’anni devono avere possibilità. Lo facciamo con la musica e con lo sport. Dobbiamo portarli fin dai 5 anni a praticare lo sport» E ancora: «A Forte Marghera abbiamo fatto numeri da panico quest’anno. Ma se faccio tredici darsene per venire due ore a Mestre in barca, a Venezia votano contro».

Buchi neri in centro  Ma ci sono aree abbandonate in centro che sono una urgenza. «Ho trovato il disastro dell’ex Umberto I, comprato per 52 milioni sovrastimandone il valore. Alle banche ho detto di mettere a bilancio la perdita. Tutti d’accordo, tranne una. Abbiamo detto di essere disponibili anche a cambiare funzioni ma ora siamo al fallimento, con i tempi italiani. Nel frattempo abbiamo fatto il parcheggio ma non possiamo fare grandi investimenti su quello che non è comunale. Un cittadino mi ha segnalato le buche e siamo intervenuti per rattopparle l’altro giorno». Ed elogia la periferia e la campagna dove vive: «Nella periferia c’è la vita della città. Io vivo in mezzo i campi, non ho nessuno attorno e ci metto mezz’ora per arrivare in centro. Ma lo so, questa è la città». —


 

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