Brugnaro: "Gli alberghi portano lavoro a Venezia, basta lamentele"

Il sindaco Luigi Brugnaro in redazione

«Noi non abbiamo dato licenze taxi. Vogliamo fare qualcosa contro il moto ondoso Il sindaco era a Ferragosto in bacino San Marco per onda zero. Ci servono poteri»

VENEZIA. «Il problema di Venezia non sono gli alberghi. Il mondo è cambiato, dobbiamo accogliere i turisti. Gli alberghi rappresentano rigenerazione urbana, e portano lavoro. Lavoro e legalità sono le mie parole d’ordine». Ospite in redazione, il sindaco Brugnaro parla dei problemi della città d’acqua. La trasformazione dovuta al turismo e il numero crescente di stanze d’albergo, che adesso si concentrano anche a Mestre vicino alla stazione. Che porteranno presto nuova pressione su Venezia. «Non vedo il problema», dice. «Quegli alberghi sono un’occasione economica, portano lavoro. Noi siamo quelli che hanno bloccato nel centro storico un automatismo che consentiva di fare alberghi. E, pensate, Pd e M5S hanno votato contro quel provvedimento! Basta lamentele».

Locazioni e residenti Gli alberghi non sono il problema, insiste Brugnaro. Semmai lo sono le locazioni turistiche. «Su quello abbiamo fatto degli interventi, più controlli e una proposta di modifica alla legge regionale. Gli alberghi portano lavoro e danno servizi>. Quanto agli abitanti, il sindaco è lapidario: «Non è vero che Venezia sta morendo, lo dicono dagli anni Cinquanta ma non è vero. Il saldo nati morti è negativo, come in tutte le grandi città. Siamo nel 2017 a meno 724, da 53.799 a 52.075. Ma il rapporto tra immigrati ed emigrati è positivo. Abbiamo avuto 89 persone in più che sono venute ad abitare a Venezia».

Quindi? «Per ripopolare la città non basta recitare slogan. Bisogna dare lavoro e servizi. Noi ci stiamo provando. Abbiamo cablato la città con la linea Internet veloce per tutti».

Grandi navi: questione ancora irrisolta

Tassa di sbarco «Vogliamo convincere il governo a darci la potestà di mettere una tassa di sbarco. Non per fare cassa, ma per dare servizi come i biglietti dei musei e i servizi igienici, programmare le prenotazioni. Nei periodi difficili si avvisa che i servizi non sono disponibili».

I tornelli «Invece mi hanno attaccato quando ho fatto la sperimentazione dei tornelli. Era un’idea per provare a fare qualcosa, se qualcuno ne ha di migliori lo dica. Poi non sono nemmeno serviti, perché i turisti cambiavano itinerario solo alla vista di quei varchi. Lo abbiamo fatto per provare a migliorare la situazione alla Ferrovia. Quando con un treno ti arrivano di colpo 800 persone, intasano la Strada Nuova e i vaporetti. Abbiamo messo la corsia priority sui battelli per i veneziani, funziona. Ogni tanto bisognerebbe dire le cose buone che facciamo».

Moto ondoso: è sempre un'emergenza a Venezia

Moto ondoso e licenze taxi Il sindaco Brugnaro nega anche che a Venezia ci sia un problema di traffico eccessivo. «Noi non abbiamo dato licenze», dice, «certo che se uno ha un’autorizzazione deve anche lavorare. L’importante è che vadano piano e rispettino le regole.  «La dimostrazione che vogliamo fare qualcosa contro il moto ondoso», attacca, «è che il sindaco a Ferragosto era a San Marco a controllare». Nelle altre zone della laguna la situazione non è così sotto controllo. «Abbiamo chiesto al governo la competenza sulle acque del Magistrato alle Acque. Intanto ci siamo offerti di dare una mano, ma non basta. A Sant’Elena davanti al Morosini e alle Fondamente Nuove la situazione è fuori controllo. Vogliamo risolverla».

Quanto all'inquinamento dell'aria in Rio Novo:  «La centralina per misurare le emissioni in Rio Novo l’abbiamo messa noi», continua, «segno che abbiamo la volontà di prendere provvedimenti».

I vigili «Un problema serio» è che i vigili erano sotto organico. In Comune lavoravano 3200 persone, in tutti i settori. Ma i vigili erano pochi. Adesso i dipendenti sono scesi a 2700 e il Comune funziona meglio. Abbiamo assunto vigili e li stiamo formando. Quando abbiamo preso il cane antidroga quasi ci prendevano in giro. Oggi abbiamo il miglior nucleo cinofilo antidroga in Italia».

Grandi navi a Marghera. «Noi la soluzione l’abbiamo trovata. È stata votata dal Comitatone un anno fa, con il consenso del territorio. Della Regione, del Comune e dell’Autorità portuale. Adesso tocca al nuovo governo esprimersi. Per questo abbiamo chiesto al ministro Toninelli di convocare il Comitatone. «Ma quando si prende una decisione c’è sempre chi si oppone», attacca Brugnaro, e poi sono sempre gli stessi 200, mille al massimo. Noi siamo 270 mila. E se mi hanno votato vuol dire che la maggioranza dei veneziani condivideva la mia proposta. Avete il diritto di protestare. Ma se gli elettori hanno detto che si va al mare, non potete insistere cinque anni che volete andare in montagna. Preparatevi per la prossima volta». Anche se si vincono le elezioni ci sono però regole da rispettare. «Per questo aspettiamo il Comitatone. Ma bisogna portare a termine le decisioni. Dare certezza agli investitori». «Le navi, io le voglio portare via da San Marco. Le navi grandi potranno a andare a Marghera, le medio-piccole continueranno ad andare in Marittima. C’è un problema di cultura democratica. Non è che se uno perde si mette a gridare. A un certo punto bisogna decidere».

 

Unesco «Noi abbiamo preparato il dossier e le schede per l’Unesco perché ce lo ha chiesto il precedente governo», dice Brugnaro, «ma a rispondere all’Unesco deve essere Roma. Scavo rii Attività ripresa quella dello scavo rii dopo anni di fermo con i soldi del Patto per Venezia. Mezzo miliardo stanziato da Renzi. «Noi siamo governativi», dice Brugnaro, «vogliamo collaborare».

I giovani «Giusto che i giovani abbiano un posto dove andare ad ascoltare musica. «A volte i veneziani si lamentano per il rumore. Stiamo pensando a un nuovo auditorium che possa essere raggiunto anche in barca. La Misericordia «Anch’io mi sento un veneziano. Alla Misericordia ho investito 11 milioni di euro».

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