Inquinamento atmosferico intorno all'aeroporto di Venezia, il comitato compra le centraline

Gli apparecchi installati per verificare la correttezza dei dati diffusi dalla Save. «Dalle prime rilevazioni i parametri di Pm 2,5 registrati sono preoccupanti»

MESTRE. Non si fidano delle misurazioni della Save, per questo gli aderenti al comitato Cittadini per la riduzione dell’impatto ambientale dell’Aeroporto di Venezia, che fa capo a Cesare Rossi, si sono autotassati per acquistare due centraline che utilizzano la tecnologia laser - la terza è in arrivo -per misurare l’inquinamento atmosferico e da polveri sottili.
 
LA GUERRA DELLE CENTRALINE 
Le hanno acquistate da un comitato fiorentino organizzato e specializzato che le vende. «Abbiamo da poco iniziato le rilevazioni e i parametri del Pm 2,5 ci preoccupano», spiega Rossi mostrando i dati, «Per ora non diciamo che è colpa degli aerei o delle auto, visto che il traffico aeroportuale è aumentato, o ancora dei taxi acquei. Abbiamo stressato Arpav finché dopo anni ha installato una centralina a Forte Bazzera. Se i dati della rilevazione dell’Agenzia che terminerà a breve e i dati della nostra analisi non coincideranno, chiederemo al sindaco, in quanto autorità sanitaria massima, di autorizzare una indagine epidemiologica». Venerdì sera il comitato ha riunito nella sala parrocchiale un centinaio di cittadini tra cui associazioni, consiglieri e rappresentanti del territorio di Quarto d’Altino. «D’ora in poi», spiegano dal comitato, «andremo ovunque, è tempo di mobilitarsi. Non si può più rimanere a guardare».
 
INQUINAMENTO ACUSTICO
I residenti sono preoccupati per il rumore degli aerei che partono e decollano. «Adesso sono 280, ma diventeranno molti di più nelle previsioni dei vari masterplan, quello al 2021 e peggio ancora la previsione del 2030. Eppure Save sostiene che non ci sia problema, che gli aerei saranno più silenziosi tra 3 anni», spiega il portavoce, «Le centraline di Save e i relativi monitoraggi non ci convincono, non può essere il gestore, che ci guadagna, incaricato anche dei controlli, non quadra. Noi viviamo una realtà, Save ne racconta in giro un’altra». E ancora: «L’atterraggio e il decollo sforano i 60 decibel, ma l’Aeroporto fa la media. Eppure per noi è come se in un giorno avessimo 280 colpi di cannone nelle orecchie».
Il comitato chiederà al sindaco di ripristinare le rilevazioni di Arpav: «Ne abbiamo tutti i diritti».
 
DATI E ARIA
«Una volta i dati li rilevava Arpav su ordine del Comune, oggi non avviene più. Le rilevazioni del rumore di Save si rifanno a valori che risalgono a molti anni fa e non distinguono il giorno e la notte». Delle due centraline ad uso domestico, così si chiamano, acquistate, la prima è stata posizionata in una strada fronte aeroporto, la seconda a breve verrà installata. Una terza è in arrivo, una quarta la sta acquistando l’associazione La Salsola, una quinta andrà a Quarto d’Altino. Il comitato ha acceso i riflettori sugli inquinanti e sull’odore di gasolio: «Producono relazioni su relazioni per dire che è tutto a posto, quando un aereo in decollo consuma 2,5 tonnellate di cherosene e una marea di inquinanti che si disperdono per 4 chilometri».
 
QUESTIONE MITIGAZIONI
Save ha in programma di installare delle controfinestre nelle case. Una soluzione palliativa, secondo la maggior parte dei residenti. «Non risolvono nulla, se uno esce e va a prendere aria cosa fa, si mette le cuffie?». Cesare De Rossi lancia l’allarme in vista dei piani futuri: «Diventeremo una città inglobata dentro un parcheggio. Ci sono tutte le ragioni per mobilitarsi».
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