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Mancano infermieri, ospedali al collasso, soprattutto in provincia di Venezia

La denuncia dei sindacati: «Siamo in piena emergenza, pronti a uno sciopero in tutte le strutture dell’Azienda sanitaria»

Gianni Favarato
2 minuti di lettura

VENEZIA. «Siamo all’emergenza. La sanità pubblica in Veneto e in particolare nella provincia di Venezia è al collasso, il personale è insufficiente e non ne può più di essere costretto a lavorare 12 ore al giorno per coprire i buchi in organico negli ospedali e sul territorio dove non si riesce, comunque, a garantire un servizio adeguato ai pazienti».

È questo, in estrema sintesi, l’allarme lanciato ieri dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl, Uil, Fsi–Usae, Nursing Up e dalla Rsu dell’Uls 3 (Busato, Menegazzi, De Rossi, Crivellari, Naletto, Zanforlin e Berti, Gaspari) che dalla prossima settimana terranno assemblee in tutti gli ospedali e distretti del Veneziano con all’ordine del giorno la carenza di organici (personale) e le conseguenti iniziative di lotta da prendere. Al direttore dell’Uls 3 Serenissima - nata due anni fa dalla unificazione delle aziende sanitarie di Venezia-Mestre, Mirano-Dolo e Chioggia - Giuseppe Dal Ben e al governatore del Veneto, Luca Zaia, mandano a dire che «i lavoratori non ce la fanno più, la sanità funziona bene grazie a loro e allo sforzo sovrumano che fanno ogni giorno per garantire i servizi ai cittadini che si rivolgono alle strutture sanitarie pubbliche».

«Da almeno due anni continuiamo a denunciare il mancato rispetto della dotazione organica che la stessa Uls 3 si è data» hanno spiegato i sindacalisti con tanto di tabelle «a tutt’oggi siamo sotto di 468 unità lavorative che comprendono 306 infermieri, 107 operatori sanitari e 55 amministrativi». «Come se non bastasse» hanno aggiunto i sindacalisti durante la conferenza stampa tenuta nella sede di via Ca’ Marcello «dobbiamo aggiungere le mancate sostituzioni di personale in maternità, per un grave e lunga malattia o in aspettativa che ammonterebbero a più di 200 unità lavorative che restano così scoperte, a tutto discapito dei pazienti. E le assunzioni a tempo determinato che vengono fatte vanno a coprire altri buchi in organico ed emergenze quotidiane che restano insolute».

Oltretutto, la situazione degli organici effettivi sembra destinata ad un peggioramento nel breve e medio termine. «Anche supponendo che si decida di assumere il personale mancante» hanno puntualizzato i sindacati «per l’insufficienza di concorsi e la mancanza di graduatorie da cui pescare il personale amministrativo e sanitario necessario. Basti sapere che l’ultima graduatoria di infermieri è già finita e ci vogliono almeno sei mesi per preparare un nuovo concorso. Senza contare che se verrà confermato la quota cento per il pensionamento, la situazione diventerà drammatica».

«Non vorremmo» hanno concluso i sindacalisti «che questa strutturale mancanza di personale, non solo negli ospedali ma anche sul territorio ormai sprovvisto di sedi decentrate e operatori, sia determinata apposta per creare una situazione di emergenza alla quale le autorità risponderanno appaltando ad aziende esterne, come è già successo con le case di risposo». Davanti a questo quadro, a dir poco preoccupante, i sindacati hanno così deciso di passare al contrattacco con il calendario di assemblee in programma la prossima settimana in ospedali e distretti di Dolo, Mirano, Mira, Mestre, Venezia e Chioggia che potrebbe decidere uno sciopero.

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