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San Donà, ripartiti i controlli della velocità con i dieci trubox e lo scout speed

Sistemi attivati in centro dove il limite è di 30 chilometri orari. La bassa velocità per consentire il transito vicino alle ciclabili

Giovanni Cagnassi
2 minuti di lettura

SAN DONA'. Ripartiti i controlli di velocità con i trubox e torna in funzione anche il sistema di rilevamento mobile o scout speed. Ieri mattina la polizia locale sandonatese si è appostata in centro lungo le strade in cui il limite di velocità è di 30 km orari. Gli automobilisti sono avvertiti, anche perché con l’aumento delle pista ciclabili in centro il rispetto dei limiti sarà necessario.



Le strade centrali ormai sono tutte con limite dei 30 km orari, le altre 50 km orari. In quella a 30 km orari la bassa velocità dovrebbe permettere il transito degli automobilisti accanto alle piste ciclabili in sicurezza, anche se ci sono problemi in corrispondenza degli incroci.

Nella decina di postazioni dei trubox, gli agenti devono essere presenti al momento dei controlli e delle eventuali sanzioni da certificare al momento. Vengono dunque apposta le previste locandine informative dei controlli in atto. Le zone vengono cambiate regolarmente e sono un po’ in tutta la città, secondo un turn over casuale, da via Jesolo a via Eraclea, nella zona di Mussetta o di Calvecchia.

Due sono i trubox finora danneggiati da atti vandalici e solo uno è stato ripristinato. Ma è anche tornato a imperversare lungo le strade della città, sempre indicate comunque sul sito del Comune, lo scout speed, ovvero il sistema di rilevamento mobile con telecamera installata all’interno di una delle auto della polizia locale. Era finito a Roma per una revisione, previste per legge, da parte del Ministero.

Un sistema infallibile quanto insidioso che ha permesso finora di elevare oltre mille multe, con un controllo dinamico e capillare, ad altrettanti automobilisti, una ventina dei quali ha fatto ricorso a prefetto o giudice di pace.

Finora i ricorsi sono stati tutti respinti, mancano soltanto quelli presentati dall’avvocato Luca Pavanetto che non sono ancora stati discussi e finora rinviati. I ricorsi fanno leva su un sistema di controllo alquanto dubbio nelle modalità di esecuzione, discriminatorio perché non in grado di inquadrare le moto prive di targa anteriore, difficile da controllare per chi non ha dimestichezza con i computer e la visione del sito comunale, e molti altri che ne evidenziano una presunta illegittimità.

Ma il Comune aveva subito informato che lo scout speed è rispettoso delle norme del codice della strada e perfettamente omologato appunto dal Ministero. Ecco perché le speranza di vincere il ricorso sono appese a un filo, anche se l’avvocato Pavanetto non dispera di poter vincere sulla base dei riscontri e documenti raccolti con i clienti multati. Un altro spettro per gli automobilisti che transitano nel Basso Piave è quello dell’autovelox a Croce di Musile, sempre attivo al curvone in ingresso alla cittadina alla destra del Piave.

Presto sarà attivo anche in uscita da Musile, quindi in entrambe le direzioni come aveva annunciato in estate il sindaco di Musile, Silvia Susanna, forte del consenso dei residenti che, soprattutto a Croce, lo hanno richiesto per motivi di sicurezza. Dalla scorsa estate si parla già di introiti nell’ordine dei 500 mila euro di sanzioni elevate. Ci sono automobilisti che ne hanno prese fino a 6 in una settimana nei primi giorni in cui è entrato in funzione sulla statale 14 Triestina. —


 

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