Marghera, la paura dopo la tragedia: «Qui rischiamo la vita»

Travolto mentre attraversava la strada, la rabbia dei residenti della zona. Bettin: «Punto pericoloso noto a tutti». Boraso: «Subito verifiche con Avm»

MARGHERA. Il giorno dopo il dramma, prende il sopravvento la rabbia per la insicurezza di via Padanae via Colombara a Marghera. Qui ha perso la vita domenica Alvise Donà, informatico di Cannaregio, ventisettenne.


Il giovane è stato investito mentre andava alla fermata del bus. È morto sul colpo dopo un volo di decine di metri. Forse stava ascoltando la musica con le cuffiette e potrebbe non essersi accorto del pericolo. La fidanzata lo attendeva: ha capito che qualcosa non andava grazie al localizzatore dell’Iphone. Una tragedia che lascia senza parole. Da ieri chi attraversa quella strada ha ancora più paura.

Un gruppo di lavoratrici di Chioggia scrive al giornale per segnalare l’insicurezza di quella strada. Anche loro la percorrono tutti i giorni. «Da agosto chiediamo ad “Arriva Veneto” corse della linea 85 dopo le 20.35. Siamo costrette tutti i giorni ad attraversare quell’incrocio dove è morto quel povero ragazzo», denunciano.

«Esprimo a nome della giunta il nostro cordoglio alla famiglia dello sfortunato ragazzo. E ho chiesto una verifica ai tecnici di Avm», ci spiega l’assessore alla Mobilità Renato Boraso. «Ci sono aspetti da chiarire», spiega. «Primo, la sicurezza delle fermate del bus. Secondo, occorre chiarire quali servizi di trasporto servono la Nave de Vero. Mi risulta che i mezzi di “Arriva Veneto” arrivino davanti al centro. Così come c’è un bus che arriva davanti al “Panorama”. Qualcosa non funziona nei trasporti se la gente arriva a quelle fermate?», dice l’assessore alla mobilità Renato Boraso. «Per quanto riguarda la segnaletica e la necessità di un passaggio, o sovrappasso, pedonale , questa spetta a chi ha competenza di questa strada, ovvero Veneto Strade»,dice l’assessore. L’azienda regionale, da noi contattata, non ha però rilasciato alcun commento.

Alla Municipalità il presidente Gianfranco Bettin è adirato: «Tutti sanno che quello è uno dei punti “neri” della viabilità. Lo abbiamo segnalato all’assessore Zaccariotto che è venuta a presentare il piano delle piste ciclabili. Quella strada, che è di Veneto Strade, va messa in sicurezza con una ciclabile, ma servono anche marciapiedi, passaggi pedonali e le fermate del bus non hanno pensiline protette. È tempo di lavorare affinché la strada diventi, in quanto urbana, di competenza comunale. Ma occorre chiedere a Veneto Strade di agire per metterla in sicurezza», dice. Bettin aggiunge: «Il problema non riguarda solo chi lavora o va a fare compere nell’area. Ci sono i residenti da tutelare».

«Va messo in sicurezza l’attraversamento pedonale su una strada così trafficata. E va garantita la sicurezza delle fermate del bus. Una situazione inaccettabile». La fermata serve le linee per Malcontenta (linea 18), la Riviera (linea 53E) e Chioggia (linea 80). «Con la realizzazione del cinema e della Nave de Vero è diventata sempre più frequentata. Il progetto di messa in sicurezza era incluso nell'Accordo di Programma Vallone Moranzani che prevedeva la divisione del traffico pesante da quello urbano. In questi quattro anni di amministrazione Brugnaro non è stato fatto nulla».

La dura presa di posizione è del Partito Democratico con i consiglieri comunali Monica Sambo ed Emanuele Rosteghin; la delegata Donatella Marello; di Marco Rizzetto, segretario Circolo Marghera e Anna Ballarin, segretaria Circolo PD Mobilità e Trasporti . —



 

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