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Palazzo Donà Giovannelli, da casa d’aste a hotel di lusso gestito da un gruppo cinese

Il palazzo neogotico già sede della Semenzato, chiuso e fatiscente, riaprirà nel 2020 con il nome di Rosewood Venice

Enrico Tantucci
1 minuto di lettura

VENEZIA. Da sede delle aste antiquarie più prestigiose di Venezia ad albergo di lusso. Proprio nei giorni in cui è scomparso Franco Semenzato, pàtron dell’omonima casa d’aste che occupava in passato Palazzo Donà Giovannelli per le sue sedute all’incanto (oltre al vicino Palazzo Correr, sull’altro lato della strada), arriva ora la notizia che lo splendido, ma ormai un po’ fatiscente, dopo anni di abbandono, palazzo tardogotico tra Santa Fosca e il Rio di Noale, a Cannaregio, diventerà l’ennesimo albergo di lusso della città storica, il Rosewood Venice.



Nonostante infatti la cosiddetta delibera blocca-alberghi approvata dal Consiglio comunale, nuovi hotel continuano tranquillamente ad aprire, sulla base di progetti di trasformazione guà approvati in precedenza e rimasti a lungo “dormienti”. L’apertura dell’hotel è prevista per il 2020. Questa volta gestito dai nuovi operatori cinesi del marchio Rosewood (che fa a capo alla New World China Lad ltd, uno dei colossi asistici del real estate)che si stanno affacciando sul mercato alberghiero di lusso. Dopo anni di stallo e di cause, Palazzo Giovannelli era stato acquistato sei anni fa per 12 milioni da una società immobiliare lombarda con sede a Cantù, la “Nuova Giovannelli srl”, con l’obiettivo appunto della destinazione alberghiera, che però non si era concretizzata.

Il palazzo era stato sede della Semenzato. Poi gli inquilini residenti erano stati sfrattati dopo l’acquisto da parte dei nuovi acquirenti (la Cirio allora presieduta dal presidente della Lazio Cragnotti). Il finanziere romano puntava proprio a trasformare Palazzo Giovannelli in un albergo, ma il progetto era saltato proprio per il fallimento della Cirio e l’edificio era finito, come altri cespiti della società, nelle mani dei curatori fallimentari.

Si stimava allora si dovessero spendere almeno 25-30 milioni di euro per riattarlo. Da un paio d’anni era stato sfrattato anche lo storico marmista Gomelato che aveva il laboratorio nel giardino del Palazzo. Ora appunto l’edificio, affidato dalla proprietà alla Lionard Luxury Real Estate, azienda leader in Italia nel settore immobiliare della fascia luxury, è stato acquistato dal gruppo immobiliare romano Barletta, pare per oltre 50 milioni di euro, e affidato al Rosewood Hotel Group per trasformarlo in un cinque stelle che avrà complessivamente tra le 48 alle 62 stanze, in base alla ristrutturazione che sarà consentita dalla Soprintendenza veneziana.

Un progetto di trasformazione alberghiera dell’edificio esiste già. Posizionato tra due canali, il palazzo ha due facciate: la principale, in stile tardo gotico veneziano, dall’aspetto imponente e scenografico, e l’altra, lunga circa quaranta metri, risultato di più epoche.

Per il progetto, da completare per fine anno sarebbero stati già pre selezionati sei architetti, tra cui due italiani.
 

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