Aeroporto Marco Polo, limite dei 7 minuti. I titolari dei parcheggi ora vanno al Tar

Il prefetto convocherà una riunione: «Save ci ha messo di fronte al fatto compiuto». Intanto le telecamere restano spente

MESTRE. Zona a traffico controllato all’interno dell’Aeroporto di Tessera, arriva il ricorso. Mentre il prefetto cerca di districare una matassa aggrovigliata.

Sarà presentato lunedì il ricorso al Tar Veneto contro la nuova ordinanza di Enac fatta propria dallo scalo veneziano che impone un limite di sette minuti sorvegliato da telecamere a chi accede nell’area aeroportuale, parcheggia e poi esce nuovamente. In base all’ordinanza – si legge nel sito del Venice Airport - tutti i veicoli che entreranno in Aeroporto dovranno «impegnare» la viabilità per un tempo massimo di 7 minuti. Il presidente del Consorzio dei parcheggi satellite dell’aeroporto, Nicola Benetazzo, ha fatto sapere nelle prossime ore verrà depositato il ricorso, al quale hanno aderito undici parcheggi esterni e anche – sembra – uno o più alberghi della zona. A norma di legge, per ricorrere alle carte bollate c’è ancora qualche giorno di tempo.


Nel frattempo la partita è in mano al prefetto, Vittorio Zappalorto, chiamato in causa da molti nella speranza che possa mettere a posto la situazione. Il prefetto, dal suo canto, si augura di non suscitare più aspettative del dovuto, specificando il perimetro del suo intervento. E precisa: «Della Ztc me ne occupo ma solo per quelle che sono le mie competenze, non entro nel merito della questione dei 7 minuti, se sono tanti o pochi, queste sono questioni appannaggio delle categorie economiche, di Save, del Comune, della concorrenza». Chiarisce: «Io mi occupo delle questioni inerenti la viabilità, ossia la Ztc non deve ostacolare la normale viabilità, così come della pianificazione di emergenza, che non deve essere ostacolata. Questi sono i due parametri che devono essere a posto». E in questo momento che idea si è fatto? «Dobbiamo organizzare un comitato di sicurezza per verificare queste condizioni». Comitato che però, non è stato ancora messo in scaletta, anche perché nel frattempo il prefetto è stato occupato su un fronte ben più urgente, quello dello stato alluvionale e dell’acqua alta eccezionale di questi giorni. «Speriamo che il tempo ci dia una mano, attualmente tutti i funzionari sono fuori, in ogni caso per quel che riguarda la convenzione, è il Comune che decide cosa fare».

Se cioè mettere in collegamento le telecamere della Ztc con il comando della polizia municipale per far fioccare le multe. Cosa che sia il sindaco che il comandante generale dei vigili, Marco Agostini, hanno spiegato che in questo momento non esserci, perché non c’è alcun accordo. Fino ad ora, in ogni caso, particolari gap nella Ztc, il Prefetto non ne ha ravvisati: «Problemi particolari non ne ho trovati, l’unica cosa che mi ha sorpreso, è il fatto che Save mi abbia presentato la materia come già pronta. Io dico a Save, prima ne parliamo, vediamo se dal punto di vista della sicurezza e della viabilità è tutto a posto, poi casomai metti le telecamere e prendi i provvedimenti del caso, non però mettermi di fronte al fatto compiuto». Insomma, stando al prefetto è mancata da parte dell’ente gestore, la consultazione con l’organo periferico dell'amministrazione statale richiesto dal protocollo per motivi di sicurezza». —


 

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