Le isole flagellate dal vento Lido e Burano devastati

Numerosi anziani portati in salvo dai volontari della Protezione civile Sull’arenile di San Nicolò le mareggiate anche mangiato 90 metri di costa

VENEZIA. Anziani portati in spalla dai volontari, case allagate, elettrodomestici messi in sicurezza e decine di altri interventi hanno caratterizzato il lavoro dei soccorritori in Laguna Nord.



Burano, Torcello, Mazzorbo e Murano si sono ritrovate nelle ultime 36 ore a fronteggiare una situazione di estrema emergenza.

Soprattutto chi abita e lavora al piano terra ha dovuto fare i conti con l'acqua della laguna che ha invaso case, negozi, ristoranti, facendo saltare impianti elettrici ed elettrodomestici, allagando magazzini e mettendo in crisi soprattutto gli anziani.

A Burano sono state decine gli interventi della Protezione civile. Sei gli ottantenni che vivevano soli, e che sono stati sollevati di peso e portati dai volontari nella sede operativa dietro la scuola Galuppi, per farli stare al caldo e all'asciutto fino al termine dell'emergenza.

Molti altri sono stati aiutati dopo averli trovati con gli stivali che giravano nelle case allagate. Decine anche i letti, divani, fornelli tolti dall'acqua e portati ai piani superiori delle abitazioni. I volontari di Burano da anni dispongono di una lista delle persone maggiormente in difficoltà, e anche stavolta sono riusciti ad aiutare tutti, scoprendo che tanti anziani che non riescono a salire le scale, dormono ormai abitualmente al piano terra con un lettuccio in salotto al posto del divano. Ed entrando nelle case l'acqua dai canali, è facile immaginare l'accaduto.

Fango e rifiuti sono arrivati dappertutto anche ieri, mentre numerose pompe idrovore sono state utilizzate a Torcello per asciugare i campi rimasti allagati. Migliore è stata la situazione a Mazzorbo, dove sono più alti gli argini lagunari. Un albero è stato rimosso nel canale di Torcello. Era caduto per il vento e ostruiva il transito alle imbarcazioni. Innumerevoli sono stati i problemi anche a Murano. L'acqua, altissima, ha invaso tutti i locali al piano terra.

Fondamenta dei Vetrai, dalla Colonna, dove hanno sede quasi tutte le principali vetrerie dell'isola, è diventato un paesaggio surreale, con i dipendenti di molti showroom e negozi costretti a spostare sculture e vasi per evitare il peggio, e con le onde della laguna che si infrangevano contro porte e vetrine. Allagati campi, calli e anche il parco degli Angeli, dove si teme per la sorte dei numerosi conigli che ci vivono e che sono una caratteristica in quella parte dell'isola.

A Pellestrina le pompe di emergenza hanno funzionato: solo la riva lagunare di San Pietro in Volta si è trovata sotto a venti centimetri di acqua.

Al Lido, invece, la mareggiata ha lasciato il segno sulla spiaggia. Una tromba d'aria la notte scorsa ha sollevato e distrutto sette capanne alla Venezia Spiagge di San Nicolò (stimati 40 mila euro di danni) e nella vicina via Klinger una ventina di pioppi sono stati abbattuti.

Alla spiaggia Miramare danneggiata una decina di capannini ed erosa la grande duna protettiva di sabbia, così come lungo tutto l'arenile dai Murazzi al Blue Moon. Intatti gli stabilimenti dall'Excelsior al Des Bains e la ex Zona A, ma il mare ha fagocitato 90 metri di arenile per arrivare a lambire le capanne a San Nicolò. Dall'autunno del 1979 al Lido non si vedeva una cosa del genere. Simone Bianchi. —


 

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