Taxi senza regole Il Canal Grande come un’autostrada

Gondole e motoscafi, ormai è un’invasione di mezzi La Municipalità: «Basta far finta di niente, si intervenga»

Invasione di taxi in Canal Grande. Anche dieci motoscafi in gruppo, uno attaccato all’altro. Con qualche problema per circolazione dei mezzi pubblici Actv. «Ogni giorno è sempre peggio», dice un pilota di un vaporetto di linea 2. Emergenza moto ondoso in laguna. E emergenza traffico in Canal Grande e nei rii interni. La deregulation produce una situazione di caos quotidiano. Onde alte e rumori, traffico, fumi, ingorghi. Si alza la protesta dai comitati di residenti. Quelli del Rio Nuovo che hanno inviato esposti e diffide in Comune e in Procura. Quelli del rio di Noale, principale arteria di collegamento con l’aeroporto, che chiedono interventi. «Sembra di abitare sopra un’autostrada». E poi il Canal Grande. Gondole e motoscafi in gruppo. Carovane vietate – i motoscafi dovrebbero stare a una distanza minima di sicurezza – ma in realtà tollerate. Finisce che adesso il Canal Grande non è più la via d’acqua più bella del mondo. In alcune fasce orarie l’acqua nemmeno si vede. Coperta di mezzi di ogni tipo.

Intanto la Municipalità accoglie le proteste. E annuncia una grande assemblea pubblica per il 12 novembre in sala San Leonardo. «Al sindaco, che deve difendere la salute dei cittadini», dice il presidente Andrea Martini, «chiediamo di affrontare con scelte precise e rigorose il problema del traffico acqueo. Non solo in Rio Novo, ma in tutta la città d’acqua, perché non è più tollerabile che la salute delle persone passi in secondo piano rispetto ad altri interessi».


Martini ricorda la petizione degli abitanti di Rio Novo e del Comitato «Cittadini per una Venezia no smog». Ricordano come trent’anni fa il Rio Novo sia stato chiuso al traffico per i danni causati da pochi mezzi Actv di linea. «Oggi», scrivono i cittadini, «viene percorso da un numero esorbitante di imbarcazioni a motore che violano i limiti di velocità, a meno che non ci siano le pattuglia con il telelaser. Le conseguenze del transito quotidiano di oltre 3.000 imbarcazioni sono: rumore assordante ad ogni ora del giorno e della notte, moto ondoso che supera di gran lunga quello degli anni Ottanta, e soprattutto aria “cattiva” che causa problemi respiratori a tutti, soprattutto a bambini e anziani. Bisogna intervenire». —

Alberto Vitucci

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