Danni da moto ondoso cedimenti e crolli Rive in parte da rifare

Alle Fondamente Nuove cedono i masegni e la pietra d’Istria Si discute delle competenze. E i controlli intanto non ci sono

Fondamente Nuove da rifare. La pietra d’Istria si sta staccando dalla riva. Tra i masegni e la pietra bianca una fessura di qualche centimetro. Qualche pezzo è già finito in acqua, altri seguiranno presto. Effetti visibili di un moto ondoso fuori controllo. Corrono i motoscafi, mentre si litiga per le competenze. E nessuno controlla. Onde alte dei taxi diretti all’aeroporto, dei motoscafi Actv, dei mezzi da trasporto e di Alilaguna.

Non c’è solo il Canal Grande nell’emergenza moto ondoso. Ma l’intera laguna Nord, dove i danni sono ormai evidenti. Non molti anni fa Consorzio e Magistrato alle Acque avevano rifatto le rive. Ma adesso la situazione è tornata a qualche anno fa, come prima dei restauri. Nell’area degli imbarcaderi Actv le rive sono disastrate. Scalini sconnessi, spostati dalla furia delle onde. Corrente che ha scavato anche sotto la pietra d’Istria, rendendo in qualche caso pericolante il margine lagunare. «Tutti corrono, sempre di più, nessuno controlla», allarga le braccia il titolare di un bar. Situazione ancora più drammatica all’estremo opposto, dove è il distributore di benzina. I motoscafi spesso entrano in Rio dell’Abbazia e rio di Noale senza nemmeno rallentare. Per chi fa benzina si tratta di una vera prova di sopravvivenza.


Emergenza diffusa. Difficile avventurarsi nel canale di Tessera e nel canale di Murano, soprattutto la domenica e il sabato mattina. La pianificazione del traffico non esiste. Unico punto fermo delle ordinanze comunali è il divieto di transito alle canoe in Canal Grande e alle barche dei residenti. «Come far andare una bici in autostrada», hanno scritto gli avvocati del Comune nella memoria depositata al Tar. Ma i rii veneziani non possono essere trasformati in autostrada.

Nei prossimi giorni sono previste riunioni tecniche per affrontare dopo anni di immobilismo il nuovo Piano del traffico. Si ratta di rivedere un ormai superato sistema di sensi unici e rii blu, divieti che alla fine non fanno altro che incentivare le velocità. E anche affrontare la questione del traffico. Carovane di turisti sempre più numerose, mezzi pubblici stracarichi e in difficoltà. Interventi che la situazione impone. «Altrimenti», avverte un addetto ai lavori, «qualcuno lo farà d’imperio. Perché la situazione è grave». —

Alberto Vitucci

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