Area di crisi complessa, c’è l’ok ai fondi firmata l’intesa che sblocca 27 milioni

Di Maio e Zaia sottoscrivono il documento che finanzia progetti di riconversione e riqualificazione nel Comune di Venezia

VENEZIA. Ci sono voluti quasi quattro anni per mettere d’accordo istituzioni e associazioni imprenditoriali veneziane e chiedere al Governo il riconoscimento dello status di “Area di crisi industriale complessa” che permette di accedere ad una serie di finanziamenti pubblici (agevolati e a fondo perduto) per la riconversione e la riqualificazione delle aziende intenzionate a investire nell’innovazione e ad assumere personale.

Trieste, per esempio, con idee chiare e gioco di squadra, ha ottenuto il riconoscimento dell’area di crisi complessa nel 2013, mentre Piombino (Toscana) lo ha avuto nel 2014, entrambi ben prima di Venezia per la quale la firma del relativo decreto del ministero dello Sviluppo Economico è avvenuta nell’aprile del 2017. Dopo di che c’è voluto un altro anno e mezzo per arrivare alla pubblicazione del bando (chiuso nel marzo scorso) della società (Invitalia spa) controllata dallo stesso ministero dello Sviluppo, che ha raccolto una sessantina di manifestazione di interesse da parte di altrettante aziende a investire nel comune di Venezia.


E ieri, finalmente, c’è stata la firma del ministro Luigi Di Maio, del governatore Luca Zaia, del sindaco Luigi Brugnaro e del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Pino Musolino dell’Accordo di Programma con le linee e procedure per l’attuazione del “Progetto di riconversione e riqualificazione industriale” dell’area di crisi industriale complessa di gran parte del comune di Venezia, che mette a disposizione dei progetti di riqualificazione 26, 7 milioni di euro, dei quali 20 milioni di euro a carico del ministero dello Sviluppo Economico (per sostenere con mutui agevolati e a fondo perduto i progetti di investimento industriale di entità compresa tra 1, 5 e 20 milioni di euro) e gli ulteriori 6,7 milioni di euro per gli interventi a sostegno dell’occupazione, della riqualificazione e dell’adeguamento professionale dei lavoratori a carico della Regione Veneto.

A questi fondi vanno aggiunti i fondi per le piccole e medie imprese dei settori manifatturiero e dei servizi alle imprese previsti dai bandi “Por fesr” della Regione destinati a progetti di sviluppo dell’area di crisi industriale complessa. Ora l’Accordo di Programma dovrà passare al vaglio della Corte dei Conti, dopo di che si dovrà procedere al bando di gara aperto alle aziende interessate per la concessione fattiva dei finanziamenti ai progetti che rientrano nei criteri e limiti previsti dal decreto dell’aprile 2017. Inoltre, come precisa una nota della Regione Veneto: «nell’ambito delle azioni destinate all’area di crisi nel periodo 2018-2020, il ministero la Regione valuteranno il sostegno di eventuali progettualità industriali di grandi dimensioni (superiori ai 20 milioni di euro) e con rilevanti impatti occupazionali, con la formula dei contratti di sviluppo, come già avvenuto nel caso dello stabilimento Pilkington di Porto Marghera». —


 

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