Palazzi in vendita e isole abbandonate Un flash mob per dire basta al declino

“Azione diffusa” sabato prossimo alle 11: tutti i veneziani invitati a farsi una foto davanti a venti punti selezionati



Quindici minuti per dire no all’abbandono e all’alienazione degli immobili veneziani. L’iniziativa, rivolta a tutti i cittadini, sarà sabato 27 dalle 11 alle 11.15 in venti luoghi di Venezia.


Il flash mob consiste nello scegliere uno dei palazzi in vendita o lasciato nel degrado e farsi una foto quel giorno a quell’ora con un cartello che ne denuncia lo stato. L’evento è organizzato dai residenti che nell’ultimo anno hanno organizzato incontri nell’ex Teatro Anatomico La Vida. I cartelli verranno disegnati martedì dalle 17 alle 19 e venerdì dalle 17 alle 18 in Campo San Giacomo e poi distribuiti (info anticoteatrodianatomia@gmail.com). In seguito, chiunque potrà scegliere con quale messaggio farsi un selfie che verrà poi unito agli altri per formare una grande mappa collettiva. Lo scopo è unire le voci e ricordare che Venezia non deve essere messa in vendita. «Abbiamo deciso di lanciare quest’azione diffusa perché una città alienata perde rapidamente le sue funzioni e si trasforma solo in appetibile area ricettiva» spiegano i cittadini de La Vida.

I palazzi sono suddivisi in abbandonati, venduti e in vendita: «Si tratta di un gesto simbolico» proseguono «per dire che i cittadini si vogliono prendere cura della città». Tra gli immobili ce ne sono alcuni già venduti, ma o non sono ancora realizzati (i due alberghi al Tronchetto da costruire, i resort all’Ex Ospedale al Mare)o i lavori sono fermi (Ca’ di Dio in Riva degli Schiavoni) o in attesa della fine di controversie legali (Isola di San Secondo). Tutti sono destinati a diventare privati, come gli ultimi venduti (Palazzo Poerio Papadopoli alla Grandeur Oxley Srl) e a lasciarsi alle spalle il loro ruolo di luoghi destinati al pubblico (Palazzo Balbi e Palazzo Donà Balbi, rispettivamente sede della giunta regionale e dell’ufficio scolastico regionale, Palazzo Contarini dai Cavalli, corte d’appello) e Palazzo Donà a Santa Maria Formosa, ex sede degli uffici comunali.

Si tratta di una prima azione dopo la stesura della Carta sul patrimonio pubblico e collettivo, scritta da Gruppo 25Aprile, Collettivo Ca’ Bembo, Cal, Comitato Gasometri, Comitato S. Anna, Generazione 90, Italia Nostra, Poveglia per Tutti, Venessia.com, Venezia Cambia, Teatro Anatomico.

In questo periodo molte associazioni stanno facendo sentire la loro voce. Ieri pomeriggio nel nuovo spazio in Campo della Bragora del Gruppo 25 Aprile si è discusso del futuro di Rialto. Il pescivendolo Andrea Vio ha lanciato un appello a tutte le associazioni per rivitalizzare il Mercato e lo speziere Igino Mascari ha annunciato di voler creare una cordata di imprenditori per un progetto di riordino del Mercato. Il 18 e il 19 a Napoli si è radunata la Rete delle Città del Sud Europa, nata per lottare contro la turistificazione. Le realtà veneziane (Per Venezia, Opa!, Comitato No Grandi Navi, Ambiente Venezia, Forum Futuro Arsenale) faranno presto un’assemblea pubblica per raccontare il manifesto che sta nascendo. —



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