Tessera, via al nuovo stadio: «È di interesse pubblico»

Il Consiglio comunale vota a maggioranza la delibera della giunta. Contrari solo  i Cinquestelle, il Pd vota «sì». Impianto da 18 mila posti e centro commerciale

VENEZIA. Il nuovo stadio sui terreni di Tessera è da ieri «opera di interesse pubblico». Lo ha deciso il Consiglio comunale. Votando alla fine quasi all’unanimità la delibera proposta dalla giunta. Solo due i voti contrari, quelli del Movimento Cinquestelle. Astenuti i quattro consiglieri della lista Casson, mentre il Pd ha votato a favore. Non hanno partecipato al voto i due consiglieri del Gruppo Misto Scarpa e Serena, che pure erano stati molto critici sul progetto.

Per il «sì» 25 consiglieri della Lista Brugnaro, Lega, Forza Italia. Il nuovo stadio fa dunque un importante passo avanti. Tra l’entusiasmo dei consiglieri fucsia. «Momento storico», ripetono a turno gli esponenti della maggioranza.

Adesso lo studio di fattibilità dovrà trasformarsi in progetto. E dovrà essere più chiaro da dove arriveranno i 185 milioni di euro per costruire l’impianto. «Da albergo, centro commerciale e strutture di vendita che sorgeranno vicine allo stadio», ha spiegato l’assessore all’Urbanistica Massimiliano De Martin.

«Dopo tanti anni», esulta il vicepresidente del Consiglio Saverio Centenaro, «adesso lo stadio si fa. Diremo no alle modifiche e agli emendamenti che possono ritardare ancora questa decisione».

In aula è presente il direttore generale Dante Scibilia. Il presidente Tacopina e l’allenatore Zenga erano la sera prima alla partita della Reyer, a fianco del sindaco Luigi Brugnaro. Testimonianza di quanto il progetto ormai sia condiviso.

Adesso toccherà proprio alla società avanzare il progetto per l’impianto da 18 mila posti – che potranno diventare 26 mila – e per le strutture commerciali. «Programmi a lungo termine», commenta l’assessore, «il Venezia calcio vuole tornare grande». Toni roboanti quelli di Luca Battistella (lista Brugnaro): «Basta incertezze. Se no finisce come con il PalaLumiere e l’ospedale. Adesso dobbiamo andare avanti. La giornata di oggi resterà memorabile». Giovanni Giusto (Lega) annuncia: «Lo stadio Penzo adesso entrerà a far parte dei ricordi, come la Misericordia».

Entusiasmo ma anche molti dubbi e perplessità sulla grande operazione di Tessera. Davide Scano e Sara Visman (M5s): «Il nuovo stadio è sicuramente di interesse pubblico», attaccano, «non lo sono invece i disagi alla viabilità che ci saranno, gli interventi sugli altri 150 ettari di cui non sappiamo nulla. «Un consumo di suolo e una cementificazione di cui Tessera non aveva bisogno», insiste Visman, «perché non hanno pensato di mettere lo stadio da un’altra parte?».

Bruno Lazzaro (Pd) ricorda il rischio idrogeologico. Ma il consigliere dello stesso partito, Emanuele Rosteghin annuncia alla fine il voto favorevole. «Scelte che abbiamo fatto noi con il Pat», dice. «Andate voi a spiegare agli abitanti di Tessera cosa succederà», dice Renzo Scarpa (Gruppo Misto) in realtà qui si dà il via libera al raddoppio delle piste e del sedime aeroportuale».

Felice Casson e Rocco Fiano chiedono chiarimenti sul Piano finanziario. «Dovrà essere calcolato il valore reale dei terreni», dice Casson. Per Fiano è bene «considerare i problemi alla viabilità che ci saranno».

Ma alla fine gli emendamenti vengono tutti bocciati. E la delibera passa a grande maggioranza. Si può procedere con il progetto del nuovo stadio a Tessera. —
 

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