Venezia stressati dal rumore, lo conferma un'indagine

La cura per i 244 mila veneziani. Il Comune aggiorna il Piano di gestione e riduzione delle fonti rumorose. Dodici zone a rischio dove intervenire

VENEZIA. Sono 244 mila i cittadini veneziani che convivono con lo stress da rumore. Prodotto in gran parte dal traffico veicolare, ma anche dal traffico aeroportuale e ferroviario e immancabilmente, a Venezia, anche dal traffico di imbarcazioni. E recenti ricerche, come quella dell’Imperial College London, evidenziano che chi vive mediamente sottoposto a rumore tra i 55-80 decibel al giorno tende a soffrire maggiormente di pressione alta e problemi cardiovascolari dovuti allo stres. Di notte se i rumori superano i 45 decibel ci possono essere problemi correlati alla qualità del sonno, e dormire male aumenta i rischi per la salute.

Il Comune di Venezia con l’aggiornamento 2018 del Piano d’’azione per la determinazione e la gestione del rumore ambientale, ha calcolato con uno studio dell’assessorato all’Ambiente che in città quasi 51 mila persone vivono di giorno con livelli di decibel tra i 55 e i 59 e di notte sono quasi 40 mila; più di 34 mila convivono con decibel tra i 60 e i 64 ( di notte sono 27 mila); altri 26mila convivono con livelli tra i 65 e 69 decibel di giorno e 24 mila di notte mentre sopra i 70 decibel, fino ad oltre 75, sono costretti a vivere altre 24 mila persone di giorno e quasi 11 mila di notte.

Dodici zone del Comune sono definite dal piano aree critiche sul fronte rumore. Mestre Centro convive con problemi di rumore stradale e ferroviario al pari di Mestre Nord; la zona di Campalto e San Giuliano fino a Tessera convive con il rumore del traffico e soprattutto aeroportuale oltre a quello ferroviario; Lido e Pellestrina con il rumore da traffico sui canali; Zelarino con i rumori di traffico e treni come Chirignago. Il principale problema di Bottenigo e Malcontenta è il traffico veicolare mentre Marghera ha problemi legati anche al rumore industriale; Venezia Nord convive con il rumore da treni e da traffico nei canali come Venezia Sud e il principale rumore alla Giudecca quello da traffico di imbarcazioni e navi.

E avere in città 13 aree di quiete dove scappare a cercare un poco di silenzio evidentemente non basta. Le aree di quiete sono il bosco dell’Osellino, le aree verdi dei forti di Mestre, il parco Emmer di Marghera, l’Hayez della Cipressina, i parchi Chiarin e Caviglia, il bosco di Campalto e quello di Zaher e Ottolenghi tra Favaro e Dese, il parco di villa Groggia a Venezia e delle 4 Fontane. Il Piano individua anche interventi migliorativi per ridurre l’impatto del rumore. Riasfaltature; rotatorie e la sistemazione di barriere fonoassorbenti sulle strade più trafficate; sostituzioni di infissi a protezione dei siti sensibili (come le scuole di ogni ordine e grado e le strutture sanitarie di cura), interventi di miglioramento della rete della mobilità ciclabile e altri interventi puntuali, calibrati sulle singole zone a rischio.

La somma delle spese arriva a 113 milioni di euro di cui quasi 74 milioni collegati ad interventi di miglioramento del trasporto pubblico locale, che significa comperare nuovi autobus e vaporetti meno rumorosi. Ma se si parte dalla riasfalture ci vogliono 3 milioni almeno e dagli interventi sulle strade ne servono almeno 13 di milioni e più di 21 per potenziare la mobilità ciclabile in tutta la città. Il Piano di azione è in visione alla cittadinanza, alle associazioni, alle categorie interessate e viene pubblicato per 45 giorni per ottenere pareri e osservazioni prima della approvazione definitiva. —


 

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