Eroina gialla a Marghera, nigeriano in manette

La Finanza arresta un 24enne richiedente asilo al campo da basket di viale Paolucci: aveva 26 dosi di stupefacente

marghera

La retata antidroga del 10 luglio scorso in via Monte San Michele ha ripulito l’area di via Piave dagli spacciatori di eroina. Da allora la vendita orchestrata dai nigeriani si è spostata in altre zone. Tra queste c’è anche Marghera, in particolare nella zona tra piazzale Giovanacci, piazza Mercato e via della Pila. E proprio a Marghera, al campo da basket di viale Paolucci, venerdì i finanzieri hanno arrestato un nigeriano di 24 anni, Abel Obonugo, richiedente asilo ospite in una struttura dell’hinterland mestrino, con un precedente specifico. Con sé il giovane aveva 7,9 grammi di eroina, per un totale di 26 dosi. Ad un primo controllo, lo stupefacente è risultato essere non la normale eroina, ma l’eroina gialla. Su disposizione della pubblico ministero di turno Patrizia Ciccarese, il nigeriano è stato arrestato con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanza stupefacente e portato in carcere a Santa Maria Maggiore, in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto in programma domani mattina davanti alla giudice per le indagini preliminari Marta Paccagnella. In quell’occasione il 24enne, difeso dall’avvocato Eugenio Gamba, potrà fornire le proprie spiegazioni o avvalersi della facoltà di non rispondere. Intanto le indagini continuano per capire a chi fossero destinate quelle dosi e se il nigeriano rappresenti uno di quei terminali della rete che spaccia eroina gialla e che è stata duramente colpita dall’operazione di luglio coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia.


L’inchiesta della polizia sull’organizzazione di spaccio che faceva base tra via Piave e via Monte San Michele era durata più di un anno e aveva consentito di eseguire 35 ordinanze, buona parte in carcere, sulle 41 firmate proprio dalla gip Paccagnella. L’indagine non aveva riguardato solamente lo spaccio, ma anche la morte di undici persone a causa dell’assunzione dell’eroina gialla, molto più pura rispetto a quella normale (con principi attivi fino al 54 per cento) e tagliata con il metorfano, un oppiaceo sintetico utilizzato comunemente negli sciroppi per la tosse. Nel caso della droga, il metorfano ne aumentava esponenzialmente l’effetto. Ad aggiungere appetibilità all’eroina venduta dai nigeriani, il fatto che costasse poco: 20 euro a dose, lo stesso prezzo di quella venduta dai tunisini, ma con principi attivi molto maggiori. Nell’ordinanza la gip Paccagnella evidenziava di dover «escludere l’inconsapevolezza degli indagati in merito alla particolare pericolosità e specifica potenzialità letale dell’eroina»: l’organizzazione, il cui capo è tuttora latitante, sapeva dunque di vendere morte. La droga arrivava dalla Francia e dall’Olanda, portata dagli ovulatori.

Nell’ultimo anno a Mestre, i morti per overdose sono stati venti. L’ultimo, qualche giorno fa. Luca Trabuio, 50 anni, collaboratore scolastico, è stato trovato senza vita nella sua abitazione dopo essersi iniettato, in compagnia di un amico, la dose di eroina. Si è sentito male e anche l’amico aveva perso i sensi. Quando quest’ultimo si è svegliato, ha visto accanto a sé il corpo esanime di Trabuio. Ha chiamato il 118, ma era troppo tardi. —



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