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Ombrellate e testate per rubare l’iPhone, un senegalese dà l’allarme

Rapina sventata grazie al pronto intervento dell’africano. Ieri l’autore è stato condannato a due anni di reclusione

Rubina Bon
1 minuto di lettura

MESTRE. Non il classico coltello oppure la pistola. Per cercare di farsi consegnare l’iPhone da un passante, Omar Fari, ghanese di 22 anni, pregiudicato senza fissa dimora, aveva utilizzato un ombrello con il quale aveva percosso più volte la vittima alla testa, per poi aggredirla a colpi di testate. La rapina era avvenuta la sera del 12 aprile scorso in piazzale Leonardo da Vinci. A sventare l’assalto al giovane era stato un senegalese di passaggio che aveva visto la scena e aveva chiamato la polizia in tempo perché il responsabile venisse arrestato.

Ieri per Fari (avvocato Marco Vassallo), che dal giorno della rapina si trova in carcere a Santa Maria Maggiore, è arrivata la sentenza al termine del processo con rito immediato, senza quindi il filtro dell’udienza preliminare. Due anni di condanna per la tentata rapina e le lesioni, tenuto conto della recidiva, più dieci giorni di arresto per essersi rifiutato di dare le proprie generalità ai poliziotti: così ha deciso il tribunale collegiale presieduto da Fabio Moretti. La pubblico ministero Patrizia Ciccarese, al termine della requisitoria, aveva chiesto la condanna di Fari a 4 anni e mezzo di reclusione.

Quella sera la vittima, un ragazzo straniero di 20 anni residente a Mestre, stava tornando verso casa a piedi ascoltando la musica dal suo iPhone 6. Gli si era avvicinato il ghanese che aveva il viso travisato da un cappuccio. Prima aveva strattonato il ventenne, poi lo aveva colpito in testa con l’ombrello in modo così violento che lo stesso ombrello si era spezzato. Quindi gli aveva strappato di mano gli auricolari, gli aveva tirato due pugni in pancia facendolo cadere a terra, infine aveva cercato di prendere lo smartphone che però era caduto ed era stato pestato dallo stesso rapinatore. Non contento, Fari aveva trascinato la vittima sotto ai portici del piazzale e gli aveva dato due testate. Tutta la scena era stata vista dal passante senegalese che aveva prontamente chiamato il 113, consentendo l’arresto del ghanese. La vittima, medicata al pronto soccorso, aveva riportato ferite lievi valutate con sette giorni di prognosi. —


 

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