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Venezia, mangia un panino in campo per sfidare il divieto: multato

La protesta del veneziano doc Franco Cestaro. «Quel divieto è assurdo e non deve valere per studenti, operai e coppie». Vigili urbani inflessibili applicano una sanzione anche per il cane senza guinzaglio

Nadia De Lazzari
1 minuto di lettura

VENEZIA. Il regolamento è chiaro: è fatto divieto di «consumare cibi o bevande seduti su suolo pubblico». Con tutti i problemi di Venezia, deve aver pensato Franco Cestaro, 63 anni, un divieto assurdo. Per questo ha deciso di scendere in campo - nella fattispecie, riva San Trovaso – e consumare il suo frugale pasto - un panino con la frittata - di fronte alla chiesa. Una protesta discreta, che tuttavia non è sfuggita ai vigili urbani, che hanno applicato la norma. Verbale e multa, la cui misura è da stabilire tra i 25 e i 200 euro, che gli sarà notificata questa mattina. «É una norma assurda, toglietela» ha spiegato a voce alta l'uomo, munito di carrellino sul quale era fissato un manifesto con le ragioni della protesta: «No a una norma repressiva delle libertà individuali».

Per lui e per il suo cagnolino - ahinoi, privo di guinzaglio: altra sanzione – i vigili hanno redatto un verbale d'ufficio con due distinte sanzioni amministrative. «Mi sono autodenunciato, ho fatto disobbedienza civile. Domani e dopodomani ritornerò finchè non cambieranno il regolamento» spiegato il veneziano dov, restauratore dal lungo barbone bianco, residente sopra lo squero di San Trovaso in un monolocale di proprietà del Comune.

Ogni giorno Cestaro vede gruppi di studenti e operai sostare in campo e consumare per circa mezz'ora il loro pasto. «Queste persone che puntualmente vengono allontanate dai vigili lo fanno per risparmiare, i primi per mantenersi gli studi, i secondi per acquistare qualcosa per sé o la famiglia, oppure entrambi per non farsi avvelenare» sottolinea. E aggiunge: «So che è proibito sedersi e sostare per consumare cibi o bevande; so che ho trasgredito al regolamento di polizia urbana del Comune che per ragioni di tutela del decoro urbano e paesaggistico della città nonché per ragioni di sicurezza e rispetto delle norme igienico-sanitarie vieta questo comportamento ma non accetto che le persone mangino, anche un solo gelato, in piedi come i cavalli. E la caramella com'è considerata: cibo o altro? Questi divieti mi sembrano assurdi». Cestaro chiarisce la ragione della sua contestazione: «Applicatela per i folti gruppi che intasano Venezia ma non alle persone singole, agli operai, alle coppie. Comprendo che se le persone sostano su strettoie, calli, callette, ossia su luoghi densamente frequentati, intralciano il traffico. Allora è giusto indirizzarle altrove. Questa norma è iniqua e restrittiva, penalizza troppo, vi chiedo di rivederla. Voi fate il vostro dovere preparando il verbale e io quello di un cittadino che fa disobbedienza civile».


 

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