Idrovia, sarà Danieletto il referente dei comuni al vertice con Toninelli

Lo annuncia il sindaco M5S: «Bisogna accelerare l’iter» Il 9 ottobre l’incontro col ministro, forse in videoconferenza

VIGONOVO

Vertice con il Ministero delle Infrastrutture per far sbloccare l’idrovia Padova – Venezia. Ad annunciarlo è il sindaco del Movimento 5 Stelle di Vigonovo Andrea Danieletto che farà da punto di riferimento di tutti i comuni del Riviera del Padovano e del vicentino in un incontro con il Ministero coordinato da Danilo Toninelli il prossimo 9 ottobre.


L’incontro potrebbe tenersi in videoconferenza. «È mia intenzione», spiega Danieletto, «accelerare l’iter per realizzare il canale idroviario bloccato da decenni. Un’opera che è rimasta incompiuta dagli anni Settanta. Quest’opera servirà sia come canale per il transito delle merci dal Porto Di Venezia all’ Interporto di Padova che come canale scolmatore per evitare devastanti alluvioni come quella del 2010 e ancora peggio come quelle del 1966 che devastarono Liettoli, Vigonovo, Campolongo».

Nei mesi scorsi sono state approvate le mozioni per il completamento dell’Idrovia oltre a Vigonovo i Comuni di Fossò, Campolongo, Camponogara, Campagna Lupia, Dolo, Stra, Pianiga, Fiesso, Piove di Sacco, Arzergrande, Bovolenta, Legnaro, Cadoneghe, Saonara, Pontelongo, Polverara, Sant’Angelo, Vigonza, Saonara e Correzzola Vigodarzere, Codevigo e Noventa Padovana.

«Per la realizzazione dell’intervento che costa 560 milioni» spiega Danieletto, «sono stati chiesti fondi europei. Le priorità e finanziamenti delle opere però sono decisi a livello nazionale. Negli anni scorsi comunque molte opere a livello regionale sono state fatte ad esempio proprio in funzione dell’area di bacino del Bacchiglione – Brenta. Qui sono stati attivati 8 bacini di laminazione a monte che hanno positive ricadute idrauliche anche a valle».

«Al Ministro Toninelli», dice ancora Danieletto, «porterò le istanze di tutti i comuni che vogliono l’opera e mi porrò come coordinatore degli enti locali per il Ministero nei confronti della Regione Veneto. Quest’opera non può più restare bloccata. Bisogna farla partire al più presto».

Il principale timore da parte del Comune di Mira è quello che i detriti e i materiali a monte finiscano per inquinare la laguna di Venezia. —



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