Ricatto sexy e foto a luci rosse: condannate due sorelle 30enni

Quarto d'Altino, due anni e sei mesi alle donne che avevano estorto 4 mila euro a un 70enne

QUARTO D'ALTINO. Sexy estorsione con foto a luci rosse, due sorelle romene condannate ciascuna a 2 anni e 6 mesi (con lo sconto previsto dal rito abbreviato scelto dalle imputate). Lo ha deciso ieri mattina il giudice per l’udienza preliminare David Calabria, dopo che la procuratore aggiunto Paola Mossa al termine della requisitoria aveva chiesto 4 anni e 6 mesi per Elena Dumitra, 38 anni (avvocato Marzo Zanchi), e 3 anni e 10 mesi per la sorella Eugenia, 32 anni (avvocato Daniele Vianello).

Per entrambe le donne, incensurate, nella quantificazione della pena da parte del giudice ha pesato il risarcimento del danno alla vittima, un settantenne di Meolo: Eugenia Dumitra, infatti, gli aveva già restituito i 4mila euro estorti e lui, nel corso dell’udienza precedente, aveva dichiarato davanti al giudice di essere soddisfatto così e di non volere alcun altro risarcimento dalla sorella.


Quel settantenne, Eugenia lo aveva conosciuto anni prima in un night. A giugno dello scorso anno i due avevano riallacciato i rapporti e la donna lo aveva invitato nel suo appartamento a Quarto. Qui lo aveva fatto spogliare, facendolo rimanere a petto nudo e in mutande, poi i due si erano seduti sul divano abbracciati. La sorella Elena era sbucata all’improvviso e aveva scattato alcune fotografie.

A quel punto era scattata l’estorsione ai danni del settantenne. Ovvero che quelle foto compromettenti sarebbero state mostrate ai familiari dell’anziano qualora lui non avesse consegnato il denaro richiesto. Mille euro la prima volta, altri mille e poi duemila. Il settantenne, terrorizzato dall’idea che i suoi parenti potessero vedere quegli scatti che lo ritraevano abbracciato alla romena, continuava ad aprire il portafogli, convinto così di pagare il silenzio delle due sorelle. Quando le richieste di denaro si erano fatte ancora più pressanti, l’anziano aveva deciso di dire basta. Si era rivolto ai carabinieri della Compagnia di San Donà ed aveva raccontato quello che gli era successo.

I militari puntavano ad incastrare le due donne in flagranza. Organizzato l’ennesimo appuntamento per la consegna di altro denaro (la richiesta era stata di 2mila euro), i carabinieri si erano appostati in abiti civili, pronti ad intervenire. Eugenia Dumitra era stata arrestata ed allora era finita in carcere alla Giudecca con l’accusa di estorsione. Più defilata la posizione della sorella, accusata di essere stata l’autrice materiale delle foto grazie alle quali era scattata la richiesta di denaro, oltre che complice nel piano. Elena Dumitra era stata denunciata per estorsione in concorso.

Ieri per le due sorelle è stata celebrata l’udienza preliminare davanti al giudice David Calabria. I rispettivi difensori hanno scelto di chiudere il procedimento chiedendo il rito abbreviato, ovvero evitando il dibattimento in aula e beneficiando così dello sconto di un terzo della pena. La sentenza potrà essere impugnata dalle difese davanti alla Corte d’Appello con l’obiettivo di ottenere la riquantificazione della condanna, puntando alla sospensione della pena. —


 

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