Parco Albanese nel degrado, la rabbia dei residenti

Il consiglio di Municipalità vota un documento che chiede subito un tavolo con la giunta. Zaccariotto: «Non ce ne siamo scordati»

MESTRE. Appello del consiglio di Municipalità di Mestre Carpenedo per il recupero urgente del Teatro del Parco Albanese. Da troppi anni chiuso ed oggi, con la dismissione anche del vicino centro civico, in balia dei vandali. Lo denuncia un un ordine del giorno votato dalla maggioranza della Municipalità presieduta da Vincenzo Conte.



«È stato nuovamente oggetto di atti di vandalismo: alle scritte e al degrado si è aggiunta la rottura dei vetri delle finestre», si legge nel documento della Municipalità che sancisce che la «scelta di aver privato di servizi e attività il Centro Civico di Parco Albanese continua a mostrare tutti i propri limiti». Il consiglio municipale afferma che il primo presidio «per garantire la sicurezza di uno spazio è quello costituito dalla presenza e dalla fruizione dei cittadini».

E che quindi, nel grande parco nel cuore di Mestre, centrale di spaccio a cielo aperto, tra le proteste dei cittadini che nei mesi scorsi hanno lanciato proteste e tante iniziative per riprendersi il parco in sicurezza, ora occorre spingere sull’acceleratore delle azioni. Altrimenti, la “battaglia” antidegrado iniziata dalla giunta Brugnaro con le ruspe che hanno abbattuto i “cubi” nel febbraio 2017 si rivelerà un flop.

La Municipalità segnala «la inevitabile preoccupazione per i tempi tutt’altro che certi sulla riapertura del Teatro del Parco in quanto a tutt’oggi non sembra vi sia chiarezza sul da farsi» e invita la giunta comunale a costituire subito un tavolo di lavoro con Municipalità, Direzione Lavori Pubblici e Direzione Cultura, aperto «alle associazioni e finalizzato a definire un progetto di restauro, ma contestualmente anche un concreto progetto di utilizzo».

Ovviamente la Municipalità di Mestre Carpenedo rivendica un ruolo di regia e conoscenza dei problemi del territorio, importante per «abbreviare sensibilmente i tempi per la riapertura e, soprattutto, evitare che i lavori eseguiti non siano poi rispondenti all'utilizzo ipotizzato». Dal Comune la consigliera Fi Deborah Onisto da settimane pressa gli uffici per avviare la gara. E l’assessore ai Lavori Pubblici Francesca Zaccariotto ammette che il percorso di riapertura del teatro è stato rallentato. «Gli uffici sono stati tutti concentrati nella presentazione dei progetti entro il 15 settembre a Roma per non perdere i fondi del Bando Periferie. Spero che si capisca che quella era una urgenza per la città ma mi sento di rassicurare tutti: i fondi ci sono per riaprire il teatro e entro fine anno, come detto, si andrà in gara. Non ci siamo dimenticati del parco Albanese». La speranza è che la burocrazia sia più veloce dei vandali.

Il progetto, finanziato con 600 mila euro del Pon Metro, prevede il risanamento dell’edificio, lavori per il Cpi (certificato prevenzione incendi da rinnovare; altri problemi burocratici sono stati quelli di accatastamento della struttura), nuove poltrone, una scenografia. Il teatro è chiuso all’uso dei cittadini dal 2007. Era stato restaurato su progetto dell’architetto Leone con consegna lavori nel 2012. Ma non ha mai riaperto i battenti. —


 

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