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Sfregio su una porta a Palazzo Ducale blitz dei carabinieri, sicurezza nel mirino

Caccia al responsabile del servizio di vigilanza che non è riuscito a impedire il danneggiamento di un armadio

Carlo Mion
2 minuti di lettura

VENEZIA. Dello sfregio fatto sulla porta dell’armadio della sala dello Scrigno a Palazzo Ducale si stanno occupando i carabinieri del Nucleo Tutela patrimonio che hanno i propri uffici all’interno dello stesso palazzo. Ieri mattina si sono recati dal responsabile della sicurezza del Palazzo per capire cosa fosse successo. Hanno verificato quanto accaduto e ora cercheranno di individuare il responsabile e come mai sia potuto accadere che un vandalo, indisturbato, sia riuscito a scrivere prima con un oggetto appuntito e poi con un pennarello il nome “Gilda”.



L’armadio è del XVIII secolo. La scritta “Gilda” incisa con un taglierino e poi ripassata con un pennarello è stata limata, stuccata e ridipinta. Comunque le tracce sul punto dove è stata fatta si notano ancora. L’armadio un tempo conservava il Libro d’Oro dei patrizi veneziani e il Libro d’Argento dei cittadini originari della città.



Si suppone che il responsabile sia un visitatore di un gruppo accompagnato da una guida. Infatti la sala non è accessibile a singole persone, ma solo a visite di gruppi gestiti da guide autorizzate. Un gruppo, al massimo, può essere composto da quindici persone.

Le opere di Palazzo Ducale sono facilmente accessibili e visibili, nonostante gli atti vandalici siano stati sempre un problema. Questo perché quelli registrati sono pochissimi se si considera il gran numero di visitatori. Tra questi ultimi, comunque, c’è sempre l’idiota che si diverte a rovinare opere d’arte di valore inestimabile. All’entrata del Palazzo, soprattutto in estate, i controlli di cosa hanno in borse e zaini i turisti, sono molto serrati e i sequestri di coltelli e taglierini vari non si contano. Ma a quanto pare non basta.

Di sicuro lo sfregio è avvenuto tra domenica e martedì, quando poi qualcuno ha fotografato la scritta e l’ha fatta girare sui social.

Altra certezza è che sicuramente in quel momento nella sala dello Scrigno non c’era nessuno a guardia. Per cui è stato assai semplice, per il vandalo scavalcare il cordone che segna il limite oltre il quale non andare e raggiungere la porta dell’armadio. Ma la guardiasala non c’era per sua negligenza, oppure perché impegnata in un altro servizio? Per ora questo non lo si sa. Stando al sindacato Usb la sala dell’Avogaria a cui è collegata quella dello Scrigno a volte è scoperta, anche per diversi minuti, in quanto i guardiani che sono destinati alla sorveglianza vanno a dare il cambio, per una breve pausa, ai colleghi che lavorano alle mostre. In questo caso ai colleghi impegnati a tutela della mostra del Tintoretto. Questo scambio è dovuto al fatto che il personale, stando al sindacato, è insufficiente, rispetto alle incombenze a cui deve far fronte. Una questione che si trascina da tempo e che vede contrapposti sindacati e direzione dei Musei. —


 

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