Sanità, vendita del San Camillo trattativa in fase di stallo

L’ospedale del Lido nel mirino di Villa Salus. «Documenti da approfondire» I Camilliani mettono le mani avanti e investono 5 milioni per la ristrutturazione

LIDO. Stallo nella trattativa per la vendita dell’ospedale San Camillo del Lido al Villa Salus di Mestre. E basteranno poche settimane per capire se si tratta di una semplice dilazione – come spesso capite nelle delicate trattative di compravendita – o di una pausa che rischia di sfociare in un nulla di fatto. Venerdì, nell’incontro con i rappresentanti sindacali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, l’amministratore delegato della Fondazione dei Camilliani, Andrea Pantò da un lato ha confermato che la trattativa – la cui conclusione, come emerso nell’ultimo incontro in prefettura, era prevista per fine agosto – «sta andando avanti» ma dall’altro ha annunciato un investimento per più di 5 milioni di euro che i Camilliani intendono fare nella struttura ospedaliera e nella casa di riposo del Lido.

I Camilliani quindi mettono le mani avanti, aprendo per la prima volta all’ipotesi che la trattativa non possa andare in porto: se la compravendita si chiuderà ad accollarsi l’impegno dei lavori sarà l’acquirente, e cioè Villa Salus. Se l’acquisto non andrà in porto saranno i padri camilliani a gestire gli investimenti, garantendo la continuità dei servizi ospedalieri. La decisione di annunciare gli investimenti - programmati da due anni - ai rappresentanti dei lavoratori apre ad alcuni interrogativi: perché i padri camilliani dovrebbero impegnarsi in un investimento per un ospedale che, tra qualche giorno, non dovrebbe più essere loro? La scelta dei padri camilliani è stata presa sulla scorta di due valutazioni. Il ritardo nella compravendita e la necessità di adeguare l’ospedale rispettando le prescrizioni ricevute dal ministero della Sanità per vedersi garantito il riconoscimento di Irccs, Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico. Il progetto è stato illustrato anche a Villa Salus, così che, a trattativa chiusa, possa essere lo stesso ospedale del Terraglio a gestire i lavori. Riguardo alla compravendita se da un lato (Villa Salus) il ritardo è motivato con la volontà di approfondire la documentazione, in parte ricevuta nei giorni scorsi, della struttura del Lido, dall’altro (San Camillo) ci si interroga sul fatto che una proposta economica non sia ancora stata formalizzata. Il progetto definitivo sarà pronto ottobre, seguirà la gara a chiamata e l’avvio del cantiere, tra fine dicembre e inizio gennaio.


L’intervento prevede l’accorpamento in una sola sede della casa di riposo perché oggi gli ospiti sono in parte allo stella Maris e in parte in uno dei due lati dell’ospedale, realizzato come un ferro di cavallo. I due piani dell’ospedale che verranno liberati - con il trasferimento degli anziani nella nuova struttura - saranno occupati dai laboratori di ricerca, dalla neuro-psicologia, e una parte sarà destinata a foresteria per i ricercatori e per i familiari delle persone. Ci saranno quindi edifici autonomi, per l’ospedale e per la casa di riposo. «La cessione», dicono i rappresentanti sindacali Giancarlo Da Lio (Cgil), Carlo Alzetta (Cisl) e Pietro Polo (Uil) «non vede ancora una conclusione né vicina né certa, nonostante il perfezionamento fosse previsto entro l’estate. E’ positivo l’impegno dei camilliani sugli investimenti, fondamentali per il funzionamento degli ospedali, ma ci auguriamo che si faccia chiarezza sulla partita della vendita». —


 

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