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«Cona rappresenta tutto ciò che la politica non deve fare»

Il sindaco Alberto Panfilio ospite all’incontro del Pd L’europarlamentare Kyenge «Capire perché la gente parte finendo in mano ai trafficanti»

Laura Berlinghieri
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«Quando parliamo di immigrazione, dobbiamo interrogarci sulle cause profonde, sui i motivi che spingono una persona a lasciare la casa e salire su un barcone, cadendo in mano a persone che praticano il traffico di esseri umani». A parlare è l’europarlamentare Pd Cécile Kyenge, ieri pomeriggio in Campo Santa Maria Formosa per l’incontro “Fianco a fianco – Accoglienza e integrazione”, organizzato dai circoli Pd Vivian partigiano e San Marco Levorin. Presente anche il sindaco di Cona Alberto Panfilio che nel suo intervento ha dipinto la situazione in cui versa il suo paese: «Cona rappresenta tutto quello che la politica non deve fare: è lo spartiacque tra la dignità e ciò che non ha dignità», ha esordito, «Sono stati spesi milioni per far soffrire tanto le persone dentro il campo profughi, quanto quelle fuori. Da una parte l’ex opposizione che ha speculato sulla sofferenza per accaparrarsi qualche voto. Dall’altro il governo del Pd che si è dimostrato inadeguato a gestire questa situazione e che allo stesso tempo ha temporeggiato sperando che la questione si risolvesse da sola».

Il tutto in una difficile mediazione: «Non dobbiamo distinguere tra profughi e migranti economici. Ma è importante che vengano regolati i flussi perché non si può gestire tutto con il metodo della pietà umana. Serve un progetto a lungo termine. Bisogna deviare il denaro che è andato in direzioni sbagliate e interrompere l’accoglienza “fine a se stessa” che genera solo malumore e non integrazione. Sono tre anni che provo a dirlo, ma sono stato inascoltato: i sindacati hanno fatto finta di credermi, le forze politiche mi hanno evitato perché questi non sono discorsi che portano voti. Ma chi fa politica solo per i voti si deve vergognare». Progetti concreti che, secondo Kyenge, ci sono già: «C’è l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Salvini, invece di bloccare la Diciotti, si sarebbe dovuto informare sui progetti che già esistono. Chi fa politica ha il dovere di rimuovere gli ostacoli e dare soluzioni per mettere la persona al centro. La magistratura poi fa la sua parte. Ma il Governo ha il dovere di proteggere le persone. Bisogna rispettare gli accordi di ricollocamento». —

Laura Berlinghieri

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