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Riemergono a San Marco i magazzini del grano del '300, coperti dai Giardini reali

Ritrovati i resti trecenteschi con i lavori della Venice Gardens Foundations Furono demoliti in epoca napoleonica. Fine lavori a primavera 2019

Enrico Tantucci
2 minuti di lettura

VENEZIA. Riemergono dai lavori di rifacimento dei Giardini reali di San Marco i resti dei magnifici, trecenteschi magazzini del grano (granai di Terranova)che si elevavano di fronte al Bacino di San Marco, a fianco della Zecca, che vennero appunto demoliti all’inizio dell’Ottocento in età napoleonica, per fare posto alla nuova area verde che la Venice Gardens Foundations sta recuperando grazie anche allo sponsorizzazione delle Assicurazioni Generali, legata all’intervento in corso per il recupero delle Procuratie Vecchie, condotta dalla compagnia guidata da Philippe Donnet.

L’amministratore delegato di Generali era ieri a Venezia per inaugurare a San Servolo il secondo semestre dell’anno accademico della Venice International University e ha parlato anche del progetto Procuratie affidato a un’archistar come l’architetto britannico come David Chipperfield.

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Ma tutto qui è ancora avvolto nell’incertezza, non c’è ancora una data certa di fine lavori, né di presentazione ufficiale del progetto di Chipperfield, sotto l’occhio vigile della Soprintendenza veneziana. Né è ancora chiaro quali possibili partner affiancheranno Generali nell’operazione, prendendo in uso alcuni degli spazi recuperati nel complesso monumentale, dove sarà comunque la sede del progetto solidale della compagnia, “The Human Safety Net”.



La novità è l’ “ingaggio” di una vecchia volpe dell’organizzazione di eventi come Davide Rampello - già presidente della Triennale milanese, curatore del Carnevale di Venezia e dei padiglioni italiani all’Expo di Shanghai e di Milano - per pensare evidentemente a nuove funzioni possibili per gli spazi delle Procuratie, anche a fini espositivi nel senso più ampio del termine.

C’è invece una data pressoché certa per la riapertura al pubblico dei Giardini Reali, come spiega la presidente della Venice Gardens Foundation Adele Re Rebaudengo. «I lavori di restauro e rifacimento dei Giardini procedono nei tempi previsti», spiega, «e prevediamo di riaprirli tra il maggio e il giugno del prossimo anno, interamente risistemati, con le nuove essenze arboree, la nuova serra e le altre strutture collegate. Il costo complessivo dell’intervento sarà di circa 5 milioni di euro, di cui 2,5 milioni assicurati dalle Generali e il resto garantito dalla nostra Fondazione e da altri sponsor. Il ritrovamento dei resti dei granai trecenteschi non è una sorpresa, perché sapevamo naturalmente della loro esistenza, ma la messa allo scoperto dell’area ha consentito anche di verificarne le condizioni di conservazione anche da parte della Soprintendenza e ripulirli, anche se poi verranno nuovamente ricoperti. Riapriremo, come previsto, il collegamento diretto con le Procuratie e con Piazza San Marco attraverso il ponte levatoio della Zecca, sul canale, il cui funzionamento è stato già ripristinato».

Nell’intervento di recupero dei Giardini, massimo rispetto dell’esistente, con la valorizzazione degli angoli segreti, del grande corridoio centrale coperto di glicini, delle serre (con uso di tecnologie innovative). Tra i passaggi fondamentali, la restituzione del Padiglione Santi, dove troveranno posto la caffetteria e la zona servizi.

Venice Gardens Foundation avrà in concessione dal Comune gli spazi. I Giardini Reali saranno recuperati rispettando la loro storia, e tuttavia con delle novità. In particolare verrà realizzato il restauro botanico e paesaggistico dei giardini, che punterà sulla semplicità, riprendendo l’idea originaria, austriaca, che era quella di creare un’atmosfera mediterranea, con agrumi e gelsomini. Si rinuncerà invece alla vasca dei pesci rossi e verranno introdotti anche uccelli di laguna.

Previste dalla convenzione attività di ricerca, in collaborazione con i Musei civici, la Biennale, scuole, università ed enti internazionali: attività dedicate soprattutto alla riduzione dei consumi e alla gestione dei beni paesaggistici. —


 

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