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«Ha avuto un ictus» Ma gli era stato dato il referto sbagliato

SAN DONÀRitira al Cup dell’ospedale di San Donà la busta con l’esito degli esami sostenuti, ma dentro vi è il referto medico di un’altra persona. Complice un caso di omonimia, un 64enne sandonatese...

SAN DONÀ

Ritira al Cup dell’ospedale di San Donà la busta con l’esito degli esami sostenuti, ma dentro vi è il referto medico di un’altra persona. Complice un caso di omonimia, un 64enne sandonatese si è trovato malcapitato protagonista di uno spiacevole disguido. Oltre ad aver vissuto momenti di apprensione, visto che il referto sbagliato parlava di un ictus cerebrale.

Il 64enne si era sottoposto nei giorni scorsi a degli accertamenti diagnostici per dei dolori alla schiena. «Venerdì scorso, ...

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SAN DONÀ

Ritira al Cup dell’ospedale di San Donà la busta con l’esito degli esami sostenuti, ma dentro vi è il referto medico di un’altra persona. Complice un caso di omonimia, un 64enne sandonatese si è trovato malcapitato protagonista di uno spiacevole disguido. Oltre ad aver vissuto momenti di apprensione, visto che il referto sbagliato parlava di un ictus cerebrale.

Il 64enne si era sottoposto nei giorni scorsi a degli accertamenti diagnostici per dei dolori alla schiena. «Venerdì scorso, intorno alle 16.30, dopo il lavoro, mi sono recato a ritirare il responso. Ho atteso un’oretta, perché c’era una grande affluenza», racconta il 64enne, «poi, quando mi è stata consegnata, ho controllato che sull’esterno della busta ci fossero i miei dati corretti. Sul momento però non l’ho aperta, perché preferivo guardare l’esito a casa insieme a mia moglie».

Arrivato a casa, l’uomo ha aperto la busta e, leggendo il responso, inevitabilmente ha iniziato a preoccuparsi. «Mi sono accorto però che mancava una parte dell’esame fatto e così ho capito che qualcosa non quadrava», prosegue. All’uomo è bastato controllare il codice fiscale e il nominativo completo riportato sul referto per accorgersi dell’inghippo. Quegli esami appartenevano sì a una persona con il suo stesso nome, ma di 81 anni. «Mi sono sentito violato nella mia privacy. Ma anche la privacy dell’altro signore è stata violata», commenta il 64enne. A cui non è rimasto che chiamare il centralino dell’ospedale e poi mettersi in contatto con il Cup. Incontrando del personale che si è messo a disposizione con gentilezza, ma anche un’operatrice poco cortese. Alla fine ieri pomeriggio il caso si è risolto. Contattato in tarda mattinata dal Cup, il 64enne nel pomeriggio si è recato in ospedale e ha ricevuto la busta con il referto corretto. Sembra che anche l’altro paziente, nel frattempo, abbia ricevuto la busta giusta. Dall’Usl 4 preferiscono non commentare l’accaduto, in attesa di eventuali ulteriori accertamenti. —

Giovanni Monforte

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