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Torna Sobhi Maiti, il terrore dei cittadini: «Pericoloso e violento, va allontanato subito»

Il pluripregiudicato ad agosto era stato portato a Bari per l’espulsione, ma sabato si è rivisto in città

VENEZIA. «Sobhi Maiti, una persona che conosciamo bene perché violenta, è tornato a Marghera. È un pericolo per tutti». L’annuncio del presidente della Municipalità Gianfranco Bettin riaccende i riflettori sul tunisino 29enne diventato nel tempo il terrore della comunità, pluripregiudicato arrestato e denunciato per droga ed episodi violenti contro i cittadini e le forze dell’ordine. Lo avevamo lasciato a metà agosto che si era fatto rivedere a Marghera, pur dovendo essere espulso. I polizio ...

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VENEZIA. «Sobhi Maiti, una persona che conosciamo bene perché violenta, è tornato a Marghera. È un pericolo per tutti». L’annuncio del presidente della Municipalità Gianfranco Bettin riaccende i riflettori sul tunisino 29enne diventato nel tempo il terrore della comunità, pluripregiudicato arrestato e denunciato per droga ed episodi violenti contro i cittadini e le forze dell’ordine. Lo avevamo lasciato a metà agosto che si era fatto rivedere a Marghera, pur dovendo essere espulso. I poliziotti del Commissariato di via Cosenz lo avevano scovato. Era stato portato al Centro di permanenza per il rimpatrio di Bari, in attesa di essere rimandato nel suo Paese. È trascorso un mese da allora e riecco Maiti a Marghera.



«È tornato da ieri (sabato, ndr) a Marghera il noto, stranoto Sobhi Maiti, tunisino, allontanato più volte dal territorio perché violento, aggressivo e anche oltre nei confronti di persone inermi, anziani e donne, oltre che verso gli agenti di polizia intervenuti per fermarlo», spiega il presidente della Municipalità, «Era stato portato prima a Torino e poi a Bari, in attesa di espulsione. Ma per motivi che in questo caso non conosciamo, è tornato a Marghera».

Quel che è peggio e che più allarma il presidente è che Maiti «è già stato segnalato con la solita strafottenza nei soliti bar del centro, provocatore e prepotente come sempre. Il suo comportamento mette a rischio gli altri e però, ormai, anche se stesso».

La notizia si è diffusa rapidamente e di pari passo l’allarme tra la cittadinanza. Di qui l’appello di Bettin alle forze dell’ordine: «Chiediamo che venga allontanato subito e in modo definitivo prima che accada il peggio».

Un ultimo capitolo, questo, che sembra seguire lo stesso copione di quanto successo nei mesi scorsi. In aprile Maiti era stato portato al Cpr di Torino per il rimpatrio. Ma era tornato a Marghera, nascondendosi in uno dei tanti luoghi abbandonati. Era stato scovato in agosto. Alla vista degli agenti, prima aveva cercato di far desistere gli agenti arrampicandosi su un escavatore. Vistosi in trappola, era sceso dalla macchina da lavoro ed era fuggito, venendo bloccato. In Questura aveva continuato a creare problemi e non era stato semplice il lavoro degli agenti per evitare che si facesse male. Conclusi gli accertamenti da parte dell’Ufficio Immigrazione, Maiti era stato accompagnato in aeroporto dove ad attenderlo c’erano un aereo della Finanza e altri stranieri da espellere, destinazione il Crp di Bari. Qualcosa però è andato storto e Maiti è tornato a Marghera dove è presumibile abbia appoggi logistici, visto che si ripresenta sempre in zona pur essendo stra conosciuto dalle forze dell’ordine. Entrato illegalmente in Italia nel novembre del 2008 sbarcando a Lampedusa, il tunisino si è stabilito nel Veneziano, collezionando dal gennaio del 2009 ad oggi oltre 40 fotosegnalazioni. —