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Pulizia dell’Adriatico riparte la campagna “fishing for litter”

CHIOGGIAI pescherecci hanno ripreso da oggi la via del mare e con loro riprende anche l’attività di “fishing for litter”, ovvero la pulizia del mare Adriatico attraverso la pesca dei rifiuti. Da...

CHIOGGIA

I pescherecci hanno ripreso da oggi la via del mare e con loro riprende anche l’attività di “fishing for litter”, ovvero la pulizia del mare Adriatico attraverso la pesca dei rifiuti.

Da gennaio, infatti, nell’ambito del progetto di cooperazione tra Italia e Croazia, chiamato ML-Repair, acronimo in lingua inglese che sta per riduzione e prevenzione dei rifiuti in mare, di cui l’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) è partner, è ripartita l’attività di r ...

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CHIOGGIA

I pescherecci hanno ripreso da oggi la via del mare e con loro riprende anche l’attività di “fishing for litter”, ovvero la pulizia del mare Adriatico attraverso la pesca dei rifiuti.

Da gennaio, infatti, nell’ambito del progetto di cooperazione tra Italia e Croazia, chiamato ML-Repair, acronimo in lingua inglese che sta per riduzione e prevenzione dei rifiuti in mare, di cui l’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) è partner, è ripartita l’attività di raccolta dei rifiuti pescati in Adriatico.

Attività iniziata nel 2014 e per la quale Chioggia è una pioniera meritevole di menzione. Nei primi sei mesi di attività sono state raccolte in acqua circa 30 milioni di tonnellate di reti dismessi e di rifiuti di ogni tipo, che vengono selezionati dai pescatori stessi e quindi stoccati a bordi in appositi sacchi che poi, una volta giunti a terra, vengono conferiti in un cassonetto all’interno dell’area del mercato ittici che, successivamente viene smaltito da Veritas.

I ricercatori dell’Ispra hanno così potuto scoprire che dei rifiuti che sono stati analizzati nei mesi di giugno e luglio, il 67% era rappresentato da plastica (per la maggior parte reti da pesca o retini per i molluschi), nel 17% dei casi si trattava di rifiuti tessili e l’8% di rifiuti di gomma, tra cui moltissimi pneumatici che, tra l’altro, spesso vengono utilizzati come para bordi. —

D. Z.

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