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Abbattuti quindici alberi Legambiente fa polemica

TORRE DI MOSTOÈ polemica a Torre di Mosto per l’abbattimento di una quindicina di alberi. Si tratta dei carpini che contornavano l’area degli impianti sportivi. «Anche Torre di Mosto ha deciso di...

TORRE DI MOSTO

È polemica a Torre di Mosto per l’abbattimento di una quindicina di alberi. Si tratta dei carpini che contornavano l’area degli impianti sportivi. «Anche Torre di Mosto ha deciso di depauperare il proprio capitale arboreo», attacca Maurizio Billotto di Legambiente, «queste piante sembra siano state sacrificate per rispettare la distanza dal confine con edifici di recente costruzione. Rappresentavano un capitale della comunità: ciascuna aveva un valore di poco inferiore ai 5 mil ...

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TORRE DI MOSTO

È polemica a Torre di Mosto per l’abbattimento di una quindicina di alberi. Si tratta dei carpini che contornavano l’area degli impianti sportivi. «Anche Torre di Mosto ha deciso di depauperare il proprio capitale arboreo», attacca Maurizio Billotto di Legambiente, «queste piante sembra siano state sacrificate per rispettare la distanza dal confine con edifici di recente costruzione. Rappresentavano un capitale della comunità: ciascuna aveva un valore di poco inferiore ai 5 mila euro».

«Perché», dice ancora, «non si è tutelato il bene pubblico prima di concedere il diritto a costruire? Questi danni alla collettività non possono essere ignorati. Invitiamo l’Amministrazione a riflettere su questa scelta scellerata, evitando di ripeterla in futuro dotandosi di un regolamento sulla gestione del patrimonio arboreo». Replica l’assessore all’Urbanistica, Tiziano Pasquon: «La concessione edilizia non è stata data dalla nostra amministrazione».

«Quell’area», aggiunge, «è stata cambiata da verde pubblico a edificabile nel 2011, con concessione edilizia nel 2013». «Non era possibile mantenere quegli alberi», conclude Pasquon, «lungo la vicina pista ciclabile non si transitava più. Quanto alle case, i residenti ci dicevano che con le radici si spaccava tutto. In autunno saranno sostituiti con degli alberi meno invasivi». —

G. Mon.